Risanamento del fiume Intesa Provincia-Comuni

Via al contratto per salvaguardare il corso d’acqua dai rischi di esondazioni Di Marco: «È necessario procedere alla canalizzazione degli scarichi abusivi»
PESCARA. La Provincia aderisce e sostiene il Contratto di fiume (Cdf), lo strumento coordinato dal ministero dell'Ambiente e dall’Istituto superiore per la protezione e l'ambiente (Ispra), nato per affrontare la corretta gestione delle risorse idriche, la valorizzazione dei territori fluviali e la salvaguardia del rischio idraulico. Un primo risultato di questa nuova metodologia di approccio globale verso il territorio che coinvolge sinergicamente Comuni, Provincia e Regione, c'è stato qualche giorno fa alla Sala dei marmi della Provincia con i sindaci che hanno aderito al Cdf e con i rappresentanti di associazioni ambientaliste, come Legambiente, Miladonnambiente, Wwf, Pescarabici, associazione Pro natura Aterno ecoistituto Abruzzo, Edenia, Italia nostra , Marevivo, Pro natura Abruzzo, associazione della pesca sportiva.
Presenti anche l'ingegnere idraulico Tommaso Valerio del Consorzio di bonifica Centro, e l'ambientalista direttore tecnico dell'Arta Giovanni Damiani. Presenti, per la Regione, il dirigente del settore Agricoltura, cicloturismo e contratti di fiume Antonio Sorgi e il funzionario Franco Recchia. Il fine è quello di stabilire le linee di un approccio partecipativo, dopo aver effettuato un’analisi conoscitiva preliminare delle varie problematiche territoriali. Al centro degli interessi il Pescara, «il fiume più grande del versante adriatico dopo il Po» che trascina innumerevoli problemi legati all'inquinamento, allo sfruttamento degli argini, alla conservazione della biodoversità e alla sua manutenzione.
«Il fiume va ripulito e risanato, tanto nelle acque quanto nel territorio circostante», afferma il presidente Antonio Di Marco. «Il problema più stringente, per evitare il rischio esondazioni e dispersione delle acque», aggiunge, «è la necessità di procedere subito alla canalizzazione degli scarichi civili non collettati, alla rinaturalizzazione delle sponde, che devono avere una fascia tampone di circa 30 metri per poter costituire una barriera di protezione naturale, ai lavori di rimodellamento dell'alveo naturale, attraverso attività di manutenzione ordinaria costante e monitorata». L'assemblea ha deciso di costituire tre piani di lavoro sulla qualità delle acque, biodiversità e fruibilità del territorio e manutenzione dei corsi d'acqua, dandosi appuntamento al 17 febbraio in Regione con la prospettiva di procedere verso il programma d'azione previsto dal Cdf e alla sottoscrizione di impegni e decisioni condivise.
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