Risarcimenti, record di richieste: sono 11.600 le domande al Comune

L’assessore Seccia svela le cifre definitive delle istanze presentate per la grandinata del 10 luglio Cittadini e imprese hanno chiesto 85 milioni di euro: case e auto tra le proprietà più danneggiate
PESCARA. Circa 11.600 richieste di risarcimento, per un totale di 85.886.230 euro di danni causati dall’eccezionale ondata di maltempo che ha colpito Pescara il 10 luglio scorso. Sembrano le cifre di un bollettino di guerra quelle indicate ieri ai giornalisti dall’assessore alla protezione civile Eugenio Seccia. Erano presenti anche la dirigente Emilia Fino e due dipendenti comunali addetti alla protezione civile D’Alessandro e Mazzocchetti. L’amministrazione comunale ha raccolto tutti i dati delle domande presentate dai cittadini e dalle imprese dal 12 al 26 luglio scorso e li ha resi noti. Sono numeri da record che rendono bene l’idea del disastro causato dalla terribile grandinata e dal nubifragio di tre settimane fa.
La situazione più drammatica è stata denunciata dai privati, ossia dai cittadini. I danni alle auto ammontano a 15.640.938 euro, quelli alle case addirittura a 49.542.464 euro. Per le imprese e le attività commerciali, invece, sono stati denunciati 1.526.649 euro di danni alle vetture e 11.674.324 euro agli immobili. Sommando tutte queste cifre si arriva a 78.384.422 euro.
Ma l’assessore ha fornito anche le stime degli enti. Il patrimonio comunale ha subìto danni per 6.087.589 euro; quello di altri enti, ossia governo, Regione e Provincia, 1.414.218 euro. La cifra complessiva raggiunge così 85.886.230 euro.
Ora, le domande sono state inviate al dipartimento della Protezione civile della Regione che avrà il compito di esaminarle per poi avanzare richiesta alla presidenza del Consiglio dei ministri per il riconoscimento dello stato di calamità naturale. Riconoscimento indispensabile per ottenere poi i risarcimenti dei danni.
Ma le incognite sono ancora molte. Innanzitutto, non è affatto detto che arrivino i soldi dal governo e se anche dovessero arrivare difficilmente le somme richieste potranno essere ristorate completamente. Inoltre, l’iter per ottenere eventuali risarcimenti è molto lungo. Nel 2003, quando Pescara fu colpita anche allora da una violenta grandinata, i cittadini danneggiati dovettero aspettare anni per ricevere una parte dei soldi richiesti.
I passaggi, comunque, sono i seguenti. La Regione, una volta inviata la richiesta per il riconoscimento della calamità naturale, dovrà attendere la risposta della presidenza del Consiglio dei ministri. Se sarà affermativa, scatterà la seconda fase che consiste nella riapertura del bando per presentare le richieste di risarcimento, questa volta corredate da perizie tecniche.
Saranno poi il governo e la Regione a decidere come e in che modo risarcire cittadini e imprese danneggiati. In proposito, verrà emanato una sorta di regolamento con l’indicazione delle percentuali da applicare per i risarcimenti rispetto alle somme richieste.
Insomma, finora si è conclusa solo la prima fase. Le domande presentate sono servite per fare una stima ricognitoria dei danni subiti dai privati, dalle attività produttive e dalle istituzioni pubbliche per poter avviare poi l’iter per il riconoscimento dello stato di calamità naturale.
Il 12 luglio scorso si era aperto il bando, per la segnalazione dei danni tramite tre tipi diversi di schede da compilare, che doveva chiudersi inizialmente il 18 luglio scorso. Ma il Comune aveva deciso di prorogare al 26 luglio la scadenza per dare più tempo ai tanti cittadini che si erano messi in fila all’ufficio Protocollo del Comune per presentare le richieste documentate da preventivi, materiale fotografico, fatture. I lavori urgenti, comunque, potevano essere avviati subito a proprie spese.
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