Rischio attentati, l’allerta sale ancora

23 Marzo 2016

L’annuncio del ministro Alfano: riprendiamo le espulsioni. Potenziata la vigilanza. In Campania preso iracheno legato all’Is

ROMA. Nulla è sicuro e senza rischi, ma in Italia finora si è operato bene. Dopo gli attentati di Bruxelles, è d’obbligo ragionare in una logica interna, perché la domanda è una sola: e da noi? Quanto rischiamo nel prendere un aereo? «Come si è visto nessuno Stato è a rischio zero e i fatti di queste ore lo dimostrano - dice il ministro dell’interno Angelino Alfano - ma possiamo dire che la nostra attività di prevenzione fin qui ha funzionato bene». E sono i provvedimenti di espulsione dei soggetti a rischio, che Alfano mette in cima all’azione del governo: l’ultima operazione proprio ieri mattina con l’arresto a Napoli, su mandato di cattura europeo, di un cittadino iracheno accusato di rapporti con il terrorismo islamico internazionale. Altri ne sono annunciati nelle prossime ore e allungheranno la lista di Imam e tutti quelli che hanno sulla testa anche il solo sospetto di essere fiancheggiatori o proseliti per la causa jihadista. «Questa è la forza dell’Italia, una ricetta che sta funzionando» spiega ancora il ministro al termine del Comitato nazionale di Sicurezza pubblica, riunito d’emergenza al Viminale dopo gli attacchi nella capitale belga e presieduto dal presidente del Consiglio Matteo Renzi.

E se non esiste il «rischio zero» è perché «il nemico è in casa, sono europei che uccidono europei» aggiunge il ministro. La strada per contrastare chi «attenta alla nostra libertà e i nostri valori» è la «collaborazione integrata tra le polizie dei diversi paesi, lo scambio di informazioni e l’intelligence per pianificare l’attività di vigilanza». Perciò «l’allerta in tutto il Paese resta al livello 2, un gradino più in basso di quello massimo, applicato in caso di attacco in corso». Da ieri però i presìdi di molti siti sensibili sono stati rafforzati e tra questi ovviamente gli scali aeroportuali che già avevano un livello di allerta elevato dopo le stragi di Parigi. A Fiumicino e Malpensa la Polaria, unità cinofile e militari presidiano i banchi d’accettazione: rafforzati i controlli sui bagagli, le procedure d’identificazione dei passeggeri e del personale aeroportuale. Massima attenzione dunque alle valigie lasciate incustodite e così ieri un piccolo trolley è finito nel mirino del cannoncino degli artificieri: fatto brillare, conteneva però solo abiti da bambino.

La questura di Roma ha predisposto controlli rafforzati anche nelle stazioni ferroviarie e metropolitane e in tutti quegli obiettivi ritenuti sensibili come le ambasciate e le residenze dei diplomatici belgi. Nessuna modifica agli standard di sicurezza in Vaticano dove gli addetti assicurano di essere «pronti anche per l’afflusso di Pasqua». Papa Francesco ha confermato tutti gli appuntamenti della Settimana Santa e il primo test dopo gli attentati di ieri sarà già questa mattina per l’udienza generale. Dunque, un sistema di controlli già collaudato fin dall’inizio del Giubileo della Misericordia e che per ora non cambia. L’accesso in piazza San Pietro avviene attraverso i metal detector e, lungo percorsi definiti, tutta l’aerea è sorvegliata. All’altezza della Porta Santa e all’interno della Basilica ci sono gli uomini della Gendarmeria vaticana che controllano i fedeli e i turisti.

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