Rischio frane, la regione è maglia nera in Italia

L’Istat: supera di quasi tre volte (con 5,8 per cento) la media nazionale Pubblicati i nuovi dati statistici che passano in rassegna ben 123 indicatori
PESCARA . In Abruzzo è del 17,6% la parte di popolazione che vive al di sotto della soglia di povertà, una persona su 5,6. Un dato, che vede la regione molto al di sotto della media del Sud (28,2%, quasi una su tre), ma due punti sopra la media nazionale del 15,6%. Le persone che si trovano in uno stato di grave deprivazione materiale invece sono il 15,6% della popolazione (una su 6,4), appena un punto sotto la media del Sud, ma 4,5 punti più su della media nazionale. Persone che, in base a 9 indicatori statistici, non possono sostenere una spesa imprevista, non possono permettersi un pasto proteico almeno una volta ogni due giorni, né il televisore a colori e la lavatrice, oppure ancora, l’auto. O, peggio, non riescono a pagare per tempo affitto e bollette.
AGENDA 2030. A fotografare il dato è il “Rapporto SdG 2019” (Sustainable development goals), appena pubblicato dall’Istat, che analizza la qualità della vita attraverso 123 indicatori: da quelli economici a quelli ambientali, passando per il sociale. Gli indicatori sono stati adottati dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nell’ambito di Agenda 2030, nata con l’obiettivo di porre fine alla povertà, proteggere il pianeta e assicurare prosperità a tutti, appunto, entro il 2030.
AMBIENTE E ABITAZIONE. In Abruzzo il 5.8% della popolazione è esposto al rischio di frane (il 3,2% al sud e il 2,2% la media italiana). Il 6,1%, invece, è esposto al rischio di alluvioni(il 3,2 al Sud, il 10,4% in Italia). Il 16,2% delle famiglie lamenta irregolarità nell’erogazione di acqua (nel Sud sono il 21,2%, ma il dato nazionale è fermo al 10,4%). La continuità del servizio elettrico è del 90,1%, un dato leggermente inferiore al 90,4% del sud e al 93% della media italiana. Alta la percentuale dei rifiuti conferiti i discarica (41,3%), contro il 40,2% del Sud e il 23,4% dell’Italia. La percentuale di persone che vivono in abitazioni con problemi strutturali o di umidità è del 18,8%, contro il 19,4% del Sud e il 16,1% nazionale. Vive in condizioni di sovraffollamento il 39,5% degli abruzzesi (contro il 28,1% del Sud e il 27,1% nazionale).
IN BUONA SALUTE. Almeno sotto questo punto di vista, gli indicatori premiano l’Abruzzo. La speranza di vita in buona salute alla nascita è di 60,6 anni, contro i 56,2 del Sud e i 58,7 della media nazionale. Anche il tasso di mortalità per le maggiori cause di decesso tra 30-69 anni (per 100mila abitanti) è più basso della media nazionale (223,3) e di quella del Sud (246). In Abruzzo è di 219,5. È più alto, però, il tasso di mortalità per suicidio (6,3 per centomila), contro il 4,9 del Sud e il 5,8 nazionale.
LE DONNE. Non è esaltante il dato sulla violenza domestica nei confronti delle donne, che secondo l’Istat raggiunge il 7,6%. Una percentuale molto più alta rispetto al 4,9% del Sud e dell’Italia. Le donne dai 16 ai 70 anni che negli ultimi 5 anni hanno subito violenza sessuale (non dal partner), sono invece il 9,7%. Nel Sud sono l’8,5% e in Italia il 7,7%.
IL PIANO OPERATIVO. Durante la seduta della giunta regionale dello scorso 15 aprile, è stato approvato l’accordo di programma per il sostegno allo svolgimento di attività di interesse generale da parte di organizzazioni di volontariato. Il programma è finanziato con 847mila euro. La delibera fa seguito alla ricognizione delle criticità riscontrate sul territorio regionale, con dati aggiornati alla fine del 2017. «Gli indicatori di struttura», si legge nel report, «della popolazione indicano un peggioramento progressivo della situazione, con aggravio del carico sociale ed economico riconducibile all’aumento della popolazione anziana». E ancora: «Nonostante il buon livello di istruzione dei giovani abruzzesi, questi incontrano evidenti difficoltà nell’inserimento nel mondo del lavoro». I dati, secondo la Regione «destano non poche preoccupazioni», con particolare riferimento alla disoccupazione delle giovani donne, «che in Abruzzo è superiore al 50%». (a.bag.)
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