Rischio idrogeologico, attesa per i fondi

Penne, martedì prossimo si saprà se il ministero stanzierà i 5 milioni richiesti per le frane
PENNE. Il prossimo 30 ottobre si saprà se la richiesta di finanziamento da 5 milioni e 225 mila euro inoltrata dal Comune di Penne al Ministero dell’Interno, per accedere ai fondi che fanno capo alla legge del 27 dicembre 2017, sarà accettata. Un maxi finanziamento che dovrebbe servire per sistemare le tante situazioni di rischio idrogeologico che insistono sul territorio pennese. La giunta del sindaco Mario Semproni nel mese scorso ha approvato un piano di interventi da realizzare nelle zone a rischio frane e smottamenti.
«Attendiamo fiduciosi la risposta del Ministero che avverrà entro il 30 ottobre», ha commentato il vicesindaco del Comune di Penne, Vincenzo Ferrante. Tanto dipenderà dalle risorse economiche che lo Stato impegnerà sulla legge. Il Comune di Penne ha previsto che l’intervento più oneroso sia in contrada Collemaggio, dove insiste uno smottamento con spostamento e abbassamento della strada. Per Collemaggio la richiesta avanzata dal Comune di Penne è di un milione e 182 mila euro. Oltre 823 mila euro sono stati richiesti per risolvere la situazione di contrada Santa Maria Mirabello; 681 mila euro per Roccafinadamo, Colle Cerrone e contrada Flagnano; 500 mila euro per contrada Pagliari-Colle Trotta. Per contrada Domera (2 zone) e Contrasta la richiesta è stata di 893 mila euro, mentre per le contrade di Toballesco, Villa Degna, Baricelle e Valle Traglia lo stanziamento è di 643 mila euro. Ulteriori 500 mila euro sono stati infine richiesti per il rischio idrogeologico nelle zone di contrada Pluviano/Colle Formica, contrada Nortoli, Collalto (3 zone), Cadavalignani, contrada Santa Caterina/Blanzano. A Penne sono ben 19 le contrade (strade comunali) interessate da anni da un grave dissesto idrogeologico. Tante famiglie sono costrette a percorsi alternativi per poter andare a lavoro. I residenti convivono con strade martoriate e, in alcuni casi, chiuse. I lavori sono stati avviati e portati a termine per la sistemazione della scarpata di San Rocco e in contrada Pagliari, mentre non è ancora stato ultimato il lavoro (iniziato) alla scarpata sottostante l’ospedale San Massimo. Il problema è che con il passare degli inverni, è dal 2015 che un grave dissesto idrogeologico insiste sul territorio del capoluogo vestino, le situazioni vanno sempre più peggiorando ed il costo degli interventi risolutivi diventa sempre più elevato. A ciò va aggiunto che oltre alle abitazioni, il dissesto idrogeologico ha messo in difficoltà anche tante aziende agricole.

