Risonanza magnetica? Torni fra un anno

5 Ottobre 2014

A un disoccupato di Cepagatti l’esame fissato in ospedale dopo 362 giorni. «Sono stato costretto a rivolgermi a un privato»

PESCARA. Trecentosessantadue giorni di attesa. A tanto ammonta il tempo che dovrebbe aspettare Fabio Anzideo, un giovane 32enne di Cepagatti che, lo scorso 25 settembre, si è rivolto al Cup (Centro unico prenotazioni) del suo paese per prenotare una risonanza magnetica alla colonna lombosacrale. Come se fosse del tutto normale, gli è stato riservato un esame per il 22 settembre del 2015 nel reparto di Radiologia dell'ospedale di Pescara. Praticamente un anno prima di poter eseguire la risonanza magnetica, un esame che molte volte risulta decisivo per scoprire in tempo utile diverse patologie, anche gravi.

Anzideo ha raccontato al Centro di aver diversi problemi causati da alcune ernie discali che lo hanno portato a una invalidità civile riconosciuta del quarantasei per cento. Per queste ragioni, su consiglio dei medici, deve sottoporsi periodicamente, più o meno una volta ogni due anni, a risonanza magnetica di controllo. Visti i tempi di attesa, per rispettare la scadenza dei due anni dovrebbe prenotare con dodici mesi di anticipo.

«Sono disoccupato», racconta Anzideo, «solo da lunedì inizierò una borsa lavoro con il Comune per 400 euro mensili, non ritengo assolutamente giusto che un ospedale pubblico debba avere dei tempi di attesa annuali, è un ingiustizia per tutte quelle persone che come me non si possono permettere di pagare un esame diagnostico importante come la risonanza magnetica, oppure la Tac e gli altri di questo tipo, sopratutto quando ci sono dei problemi evidenziati nelle precedenti indagini, come nel mio caso».

Il 32enne di Cepagatti racconta anche il suo nell'apprendere dell'appuntamento: «Mi hanno fissato l'appuntamento a distanza di un anno come se niente fosse. Il problema è che ormai avere tempi di attesa così lunghi è diventato di routine e anche gli impiegati del Cup non ci quasi più caso, tranne qualcuno».

Non potendo aspettare dodici mesi per sottoporsi a risonanza, Anzideo è stato costretto a cercare una soluzione alternativa. «Ho dovuto rivolgermi», racconta, «alle strutture convenzionate. Ho preso appuntamento a Pierangeli per il prossimo 24 novembre. Però mi chiedo per quale motivo la clinica privata ha tempi di attesa ragionevoli e l'ospedale no? Mi metto nei panni di tutte le persone che stanno come me e dico che non si possono aspettare trecentosessantadue giorni. Molti pensano che la clinica privata non sia convenzionata e altri ritengono che l'ospedale pubblico abbia macchinari superiori. Il risultato è che tantissima gente resta ad aspettare e magari nel frattempo i problemi di salute peggiorano. La salute deve venire al primo posto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA