Risorge la fontana d’arte, Pescara riabbraccia Ettore Spalletti

Dopo 20 anni di degrado e abbandono rinasce in città il monumento dell’artista. Masci: «Era una persona il cui valore è riconosciuto a livello internazionale»
PESCARA. Se si chiudono gli occhi per un istante sembra quasi di rivederlo l’artista Ettore Spalletti, nel 2004, mentre rifinisce e lucida gli angoli della sua creatura con un semplice fazzoletto, guidato da quel perfezionismo che lo rendeva «perennemente insoddisfatto». Così nella piazza del tribunale di Pescara, quell’uomo che non voleva essere chiamato maestro ma solo Ettore, riceve l’omaggio più grande: la sua “Fontana” torna a vivere. L’acqua ricomincia a scorrere come un velo sottile sulla grande ellisse in granito nero dello Zimbabwe, accarezzando la superficie in onice e il bacino azzurro. Sotto il cielo rosso del tramonto e accompagnato dalle melodie della Colibrì Ensemble, il monumento si trasforma in uno specchio azzurro che riflette i contorni del Palazzo di Giustizia. In questo modo la città si lascia alle spalle vent’anni di abbandono e guasti tecnici, risanando un debito di gratitudine verso la bellezza e il talento dell’artista (e maestro) Spalletti, scomparso nel 2019 a Spoltore.
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