«Rispetto delle regole, più severità»

L’associazione vittime della strada: impegno concreto per fermare le tragedie
PESCARA. «L’uso dei telefonini mentre si guida, la velocità. Le cause degli incidenti purtroppo sono sempre le stesse. Vista la situazione, servono misure adeguate per fermare il bagno di sangue sulle strade. Bisogna far maturare le coscienze ed essere inflessibili di fronte a certi comportamenti che mettono in pericolo la vita delle persone». A dirlo è Paolo D’Onofrio, responsabile locale dell’associazione italiana familiari e vittime della strada (Aifvs).
«Per alcune ferite», dice, «non esistono bende, sono ferite dell’anima. Oltre al dolore che è immenso, ci sono tutta una serie di conseguenze, comprese quelle economiche. Noi chiediamo un impegno concreto da parte di tutti, istituzioni e non, per fermare un tributo di sangue che non trova giustificazione».
A dicembre, a livello nazionale, l’associazione ha scritto al presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che durante la giornata del Ricordo delle Vittime della strada aveva dichiarato che fermare le stragi sulle strade «è un obbligo morale nei confronti dei cittadini».
«L’obiettivo», spiega D’Onofrio, «previsto anche dall’Europa, deve essere quello di arrivare nel 2030 a “vittime zero”, ma per fare questo occorre determinazione e imboccare la strada giusta, coinvolgendo tutti i settori territoriali, istituzioni, associazioni, aziende, cittadini. Da molti anni, nell’ambito delle attività di prevenzione, come associazione, ad esempio, abbiamo instaurato delle collaborazioni con importanti Istituti scientifici per correggere delle evidenti carenze presenti nei criteri e nei sistemi di abilitazione alla guida. E poi serve una mano ferma per far rispettare le regole». (a.d.f.)
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