Rissa per questioni sentimentali Otto giovani finiscono nei guai

PESCARA. Si sono dati appuntamento in strada, per risolvere una questione di cuore rimasta in sospeso. E lì, in viale Bovio, si sono picchiati, tirandosi calci e pugni, un gruppo contrapposto all’altr...
PESCARA. Si sono dati appuntamento in strada, per risolvere una questione di cuore rimasta in sospeso. E lì, in viale Bovio, si sono picchiati, tirandosi calci e pugni, un gruppo contrapposto all’altro. Per quella scazzottata, avvenuta il 16 gennaio, i carabinieri – coordinati dal capitano Antonio Di Mauro - hanno appena concluso le indagini, denunciando otto giovani di Pescara e dell’hinterland. Sono tutti giovani, di 18 e 19 anni, e c’è anche un minorenne. Dovranno rispondere di lesioni personali e rissa.
Le acredini tra i componenti dei due gruppi, come ricostruiscono gli uomini dell’Arma che hanno indagato, sono maturate per fatti sentimentali. Un componente di una fazione e un giovane dell’altro gruppo si sono contesi una ragazza, già dalla scorsa estate e i rapporti sono sempre stati tesi, con scambi di insulti tramite messaggi. E così, dopo esserci incrociati per caso, l’astio è riemerso e hanno fissato posto e ora di un appuntamento chiarificatore, dopodiché gli otto si sono incontrati per fare il punto e risolvere tutto. E allora sono partiti calci e pugni. Inevitabili le ferite, per quei colpi, che hanno costretto due giovani a ricorrere alle cure del 118. Ma entrambi hanno rifiutato il trasporto in ospedale e sono stati medicati in strada. Da quel momento sono partiti gli accertamenti dei carabinieri della stazione di Pescara Scalo per identificare i giovani che hanno dato vita alla rissa. L’attività di indagine è andata avanti grazie ad alcune testimonianze e alle immagini raccolte dai sistemi di video sorveglianza della zona, indispensabili per ricostruire fatti e responsabilità ma anche per dare un volto ai giovani coinvolti. Un po’ per volta il quadro si è composto e si è arrivati alla identificazione dei componenti dei due gruppetti che si sono affrontati in strada per questioni tutt’altro che rilevanti e in un momento in cui i contatti fisici dovrebbero essere limitati al massimo, per via del Covid. Una volta chiarita l’identità degli otto, si è arrivati alla segnalazione all’autorità giudiziaria (f.bu.)

