Risse, la polizia presidia il centro: decine di stranieri sotto controllo

7 Settembre 2019

Identificati tutti gli extracomunitari che bivaccano lungo corso Vittorio e anche i clienti di un kebab I commercianti sollevati: «Deve accadere tutti i giorni, solo così ci sentiremo finalmente protetti»

PESCARA. Sono arrivati puntuali i controlli in centro, annunciati dal questore di Pescara Francesco Misiti.
Il blitz delle volanti nell’area terminal, è scattato ieri, intorno alle 14.30, a quattro giorni dalla rissa con accoltellamenti e bottigliate tra nigeriani e pakistani. Una delle tante liti finite nel sangue, nella zona centrale della città, che sta imitando sempre più le periferie quanto a degrado e atti di violenza quotidiana. I poliziotti della squadra volante, coordinati sul posto da Davide Zaccone, la squadra mobile e il reparto prevenzione crimine Abruzzo, hanno “accerchiato” e identificato chiunque si trovasse nella zona all’angolo tra via Mazzini e corso Vittorio Emanuele, teatro negli ultimi tempi di episodi di microcriminalità che terrorizza la comunità che invoca «sicurezza e tranquillità». Cittadini e commercianti, che chiedono la vigilanza privata sull’ara di risulta, si sono sentiti rassicurati dall’intervento delle forze dell’ordine, nel primo pomeriggio di ieri quando la città del dopo pranzo sonnecchiava. Alla vista delle divise che invadevano il quartiere, si sono sentiti «sollevati e protetti». E hanno aggiunto: «Così deve essere, tutti i giorni». Gli uomini di pattuglia hanno proceduto alle identificazioni di giovani stranieri che bivaccavano nei paraggi. Alcuni, allineati lungo i muri di corso Vittorio, nelle vicinanze di una frutteria, reggevano stretta una bicicletta. I controlli della polizia sono stati estesi anche alle persone che si trovano all’interno di un kebab, di fronte ai giardinetti. Il blitz arriva dopo il grido di allarme lanciato dai negozianti della zona che chiedevano la presenza delle forze dell’ordine in misura massiccia per allontanare i facinorosi che quotidianamente stazionano davanti alle attività commerciali, schiamazzano, spacciano, delinquono, si ubriacano e infastidiscono i passanti. Un ragazzo, residente nei dintorni, ha detto che la «madre settantenne non riesce a uscire di casa dalla paura». Testimoni e residenti riferiscono che appena scende la sera una trentina di stranieri, nigeriani, si raggruppano davanti ai negozi, incuranti del via vai di persone nei locali, urlano, litigano tra loro e portano avanti i loro traffici. Tra questi, ultimamente, vi è il commercio di biciclette che vengono rubate dove capita, trascinate nel luogo dello smercio e rivendute a cinquanta euro. Questo racconta chi ha assistito alle compravendite in mezzo alla strada, tra i passanti, sotto lo sguardo impietrito dei commercianti. I quali, barricati dentro i negozi, da dietro i vetri, osservano i traffici che avvengono a tutte le ore del giorno. Ma è il tardo pomeriggio, dopo le 18.30, il momento più difficile per alcuni commercianti: «Si, perché dopo quell’ora non entra più nessuno in negozio. La gente ha paura di attraversare i marciapiedi». Chi vive e lavora in quella zona non respira il clima elegante e scintillante di un qualunque centro cittadino, ma l’atmosfera da bassifondi. Tra gli odori delle polpette distese su piatti di riso bianco, la polvere dei marciapiedi, l’afrore dei corpi accaldati.