Ristoranti allo stremo L’appello: subito aiuti

30 Dicembre 2020

Inviata una lettera a Marsilio e Sospiri: situazione disperata

La ristorazione abruzzese lancia l’allarme. Lo fa tramite il Consorzio Qualità Abruzzo e l’associazione Aria in rappresentanza di circa cinquanta ristoranti di qualità che scrivono alla Regione: «La situazione è disperata, aiutateci o un pezzo di cultura gastronomica scomparirà e con essa il lavoro per centinaia di famiglie».
L’APPELLO ALLE ISTITUZIONI. Il consorzio e l’associazione hanno inviato una missiva al governatore Marco Marsilio e al presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri, aperta con le stesse parole che Massimo Bottura ha utilizzato per la sua prima lettera al premier Giuseppe Conte: «Egregio presidente, ma noi chi siamo?». È il grido di aiuto di un settore allo stremo per l’emergenza Covid, un allarme lanciato all’unisono dalle due associazioni in rappresentanza di una cinquantina di ristoranti abruzzesi che stanno vivendo un momento drammatico e che rischiano di scomparire.
Da marzo ormai i ristoratori e la relativa filiera di produzione regionale legata alla ristorazione stanno attraversando un periodo di profonda difficoltà, coinvolgendo centinaia di famiglie. Per questo Qualità Abruzzo, presieduto da Sandro Ferretti, e l’associazione Aria del presidente Valerio Di Mattia, chiedono alle autorità regionali lo stanziamento immediato di un fondo di liquidità da destinare a tutte le attività del settore con un contributo a fondo perduto riconosciuto in base al fatturato del mese di dicembre 2020 e all’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di dicembre 2019.
LA GASTRONOMIA. Una richiesta che pone l’accento sull’importante contributo che il comparto gastronomico fornisce all’immagine della regione Abruzzo, essendone diventato negli anni uno dei principali attrattori.
«Non siamo solo cuochi, pasticcieri, gelatieri», viene specificato nel testo della lettera, «perché col nostro lavoro facciamo cultura, sosteniamo i piccoli operatori agricoli e della pesca, siamo il motore del turismo gastronomico, valorizziamo i piccoli borghi, facciamo formazione, siamo una rivoluzione culinaria umanistica che coinvolge anche il sociale. Nei piccoli centri, accanto ai nostri ristoranti sono nate tante altre piccole attività collaterali, che senza il nostro lavoro rischiano di essere cancellate dal nulla che avanza e di perdere le fondamenta dell’identità regionale e nazionale».
LA CRISI. Il timore degli addetti ai lavori è che di fronte alla chiusura forzata e duratura delle attività e alla mancanza di liquidità, l’intero sistema fondato sulla ristorazione sia destinato a crollare se non arriverà un supporto concreto e immediato da parte delle istituzioni regionali.
«Chiediamo al governatore Marsilio e al presidente Sospiri un aiuto concreto e immediato», concludono i ristoratori, «altrimenti per tanti di noi sarà difficile poter continuare a sognare, sarà impossibile continuare a fare poesia e quindi sarà difficile immaginare il futuro».
L’INCONTRO. Ma intanto Sospiri ha subito raccolto l’appello, facendo sapere qualche ora dopo che con il governatore Marsilio l’8 gennaio incontreranno i ristoratori abruzzesi. «Ascolteremo le associazioni di categoria e insieme ragioneremo sulle misure più immediate utili per un rilancio tempestivo e concreto del settore», dice il presidente del consiglio regionale. «Troveremo le risorse per sostenere in modo adeguato il comparto enogastronomico».