Ristoranti, chiusure e raccolta firme

Mario Ferri sospende l’attività e avvia una petizione per congelare tasse e affitti
MONTESILVANO. Chiudere i ristoranti per tutelare personale e clienti o andare avanti, nel rispetto delle disposizioni governative, per portare a casa la “pagnotta”? È il dilemma che in questi giorni sta attanagliando anche i titolari dei locali di Montesilvano, alcuni dei quali hanno già deciso di abbassare le saracinesche fino a data da destinarsi.
È il caso di Mario Ferri, meglio noto come “Falco” per il suo passato da invasore di campi da calcio, titolare insieme al fratello della “Fattoria da Nonno Mario” di viale Abruzzo che ha scelto di fermarsi fino alla fine dell’emergenza.
«Nel nostro locale siamo in 12 a lavorare e non ce la sentiamo di mettere a repentaglio noi, le nostre famiglie e i clienti», spiega. «Dopotutto come posso garantire che nessuno, tra lavoratori e clienti, sia portatore del virus? E come posso garantire una distanza di sicurezza tra persone che siedono allo stesso tavolo e vogliono stare vicine? Per questo abbiamo deciso di fermarci».
Ma Ferri ha deciso di fare di più per la sua attività di ristorazione e per coloro che lavorano nello stesso settore, sia a Montesilvano che nella vicina Pescara. «Ho sentito decine di attività simili alla mia e non solo, e ho avviato una raccolta firme per chiedere alla Regione il congelamento dei pagamenti, delle tasse e degli affitti a causa di questa emergenza. Solo in questo modo potremo decidere tutti di restare chiusi fino alla fine di questa epidemia con maggiore serenità».
Una richiesta simile è già stata avanzata anche da Confesercenti, come spiega il direttore Gianni Taucci. «Sicuramente c’è grande preoccupazione da parte di tutte le categorie, commercianti, albergatori e ristoratori», evidenzia. «In particolare quest’ultima categoria è divisa a metà, tra chi sceglie di rimanere aperto, riducendo drasticamente il numero di coperti e facendo i conti anche con il calo dei clienti, pur di rientrare almeno con qualche spesa, e chi preferisce chiudere per non assumersi una responsabilità importante, dal momento che parliamo di salute. Difficile dare torto agli uni o agli altri. Quello che possiamo fare è sollecitare la Regione e i Comuni per quanto riguarda le imposte locali, ma soprattutto il governo perché», conclude Taucci, «è una situazione che sta coinvolgendo l’intera nazione e che rischia di mettere in ginocchio tanti settori». (a.l.)
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