Ristorazione, 25 in mobilità alla De.Al

Si acuisce la crisi nell’azienda di Elice che occupa 51 addetti. Sos dei sindacati dopo l’acquisizione della Marr di Rimini
ELICE. Dall'1 ottobre scorso, venticinque lavoratori sono in mobilità alla Pac Food della De.Al di Elice,l’azienda che nei mesi scorsi è stata acquisita dalla Marr Spa di Rimini, società leader nel settore della ristorazione commerciale, con 40 mila clienti circa. Ne danno notizia i sindacati della Cgil, Cisl e Uil, che stanno seguendo il caso dell’azienda che ha sede ad Elice, la quale ha operato, sempre nell’ambito della ristorazione commerciale, da 25 anni fino all’aprile scorso, quando è stata venduta alla società romagnola. A rischio del posto di lavoro, ora, è più o meno la metà dell’organico esistente, visto che la De.Al di Elice contava 51 dipendenti.
«Della De.Al», spiega Lucio Cipollini, segretario provinciale Filcams Cgil Pescara, che insieme con Davide Frigelli della Cisl e Bruno Di Federico, Uil, si sta occupando della vicenda, «in aprile sono state acquisite le quote sociali da parte della Marr. Successivamente a un incontro che avemmo con l’azienda», pèrosegue Cipollini, «ci comunicarono che tutti i lavoratori avrebbero mantenuto i posti di lavoro, anche se, contestualmente, ci dissero che, a proposito dell’operazione di acquisizione, si era trattato di un affitto d’azienda. In pratica», afferma il sindacalista, «la De.Al non avrebbe più agito autonomamente come azienda, ma, essendo entrata nella piattaforma della Marr, come sistema aziendale, sarebbe stata inserita in un organismo centralizzato. In altre parole, questo significa un esubero del personale, in quanto diverse figure lavorative, prima operanti nella sede di Elice, non sarebbero state più necessarie per l'azienda, in quanto i medesimi ruoli sono già ricoperti nella sede centrale della Marr. Se la De.Al fosse rimasta in regime di autonomia», osserva Cipollini, «non ci sarebbe stato nesssun problema occupazionale».
Il punto è, tra l’altro, che le figure professionali in esubero, fanno notare dal sindacato, hanno tutte un’età dai 45 ai 50 anni e oltre. «Noi», fa sapere ancora Cipollini, «abbiamo tenuto subito un’assemblea con i lavoratori e attivato tutte le procedure previste, ora chiediamo un incontro con l’azienda. Di questa difficile situazione ci dispiace ancor più anche per il fatto», dice Cipollini, «che la crisi economica non c’entra nulla, visto che le attività aziendali andavano bene». E se la Marr, ieri contattata dal Centro telefonicamente, nella sede di Rimini, sull’argomento non ha rilasciato dichiarazioni, a parlare è uno dei dipendenti ora in mobilità.
«Purtroppo, mi sento già fuori dall’azienda», confida uno dei lavoratori della De.Al, ultracinquantenne, che preferisce rimanere anonimo. «Pertanto sono già entrato nell’ottica che dovrò cercarmi un altro lavoro ed è quello che sto facendo, anche se il problema di trovarne un altro è grande, considerata la mia età. Ora cosa dovrò fare?» si chiede, quasi rassegnato, il lavoratore, «andare all’estero per trovare un’altra occupazione?».
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