Ristori a tutti, più vaccini e chiarezza sulle scuole

Vertice-fiume dei governatori prima del decreto Draghi: i punti che ci riguardano Marsilio: «La nostra regione ha fatto proposte condivise con gli altri presidenti»
Quattro punti essenziali di cui l’Abruzzo si è fatto inevitabilmente da promotore, considerata la grave situazione sanitaria per la quale si è resa necessaria l’istituzione delle zone rosse localizzate. Ristori, sistema delle fasce, vaccini e scuole: questi i temi del maxi vertice di ieri pomeriggio tra le Regioni, in cui ha prevalso un sentimento comune nelle proposte da avanzare al nuovo governo guidato dal premier Mario Draghi.
RISTORI. Il primo grande tema emerso dalla Conferenza delle Regioni è stato quello degli indennizzi. «Abbiamo tutti sottolineato che in questa fase in cui le Regioni stanno adottando provvedimenti di zone rosse, pretendiamo garanzia di pari dignità rispetto alla questione ristori», ha detto al Centro il governatore Marco Marsilio all’esito dell’incontro.
Il riferimento è alla mancanza di indennizzi in caso di zone rosse istituite dalle Regioni stesse e non attraverso i provvedimenti governativi. Un tema che in questi ultimi giorni sta tenendo banco in Abruzzo con annesse polemiche. Si tratta per Marsilio, così come per gli altri presidenti, di una sperequazione che va superata.
FASCE DI RISCHIO. Durante il vertice si è parlato anche di un sistema da rivedere per quanto riguarda le modalità con cui si definiscono i colori delle regioni. Per i governatori il sistema che tiene conto di una serie di parametri va superato. Il presidente della Conferenza delle Regioni e governatore dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini aveva evidenziato a poche ore dal confronto che «questo sistema a colori ha avuto un senso in questi mesi, ma credo che oggi dimostri qualche fragilità. Il rischio è un saliscendi che non dà certezze per il futuro a chi è in difficoltà».
Una valutazione che ha trovato consenso tra i suoi colleghi, compreso Marsilio: «Va superato o comunque semplificato, anche per dare maggiori certezze alle attività», ha commentato. È stato riscontrato che intercorre un breve lasso di tempo tra la comunicazione della nuova fascia e la sua entrata in vigore. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la beffa degli impianti sciistici, la cui chiusura è stata confermata proprio in vista della data della loro riapertura (possibile solo per le regioni gialle e di conseguenza non per l’Abruzzo diviso tra arancione e rosso).
VACCINI. Sui vaccini anti Covid l’Abruzzo chiede più dosi. E il presidente replica anche ai partiti di minoranza sull’andamento della campagna vaccinale nella nostra regione.
«Noi somministriamo le dosi che ci vengono date», ha detto il governatore. «Chi dice che siamo ultimi per numero di vaccini somministrati in base alla popolazione, dovrebbe dire anche che siamo tra le ultime regioni come rifornimento da parte del governo. C’è una diretta proporzione, non dipende da noi». Sono comunque tutte le Regioni a chiedere garanzie sugli approvvigionamenti e gli acquisti.
SCUOLE. Il quarto tema di confronto nel corso del vertice è stato quello relativo alle scuole. Finora la priorità è stata rimanere aperti, il più possibile, tant’è che in zona rossa si prevedono lezioni in classe fino alla prima media.
«C’è necessità di chiarire con il ministro all’Istruzione Patrizio Bianchi e con il Comitato tecnico scientifico, perché continua ad esserci a livello nazionale una forte resistenza alle chiusure», ha evidenziato Marsilio. Ed è proprio di ieri la sua ordinanza che impone una nuova stretta, con la proroga delle chiusure per altri sette giorni degli istituti superiori abruzzesi.
L’INCHIESTA. Il presidente della Regione ha fatto accenno, infine, al fascicolo aperto dalla Procura di Pescara sulle somministrazioni dei vaccini e il filone che si è aperto sulle attività messe in atto dalla Regione e dalla Asl per arginare la recrudescenza del contagio. «Il nostro impegno è massimo», ha concluso il governatore, «tanto che stiamo facendo screening e abbiamo disposto noi stessi le zone rosse per due province».

