Ristori, pronti 645 milioni per bar e ristoranti chiusi

La versione definitiva: nuovi aiuti economici per gli operatori della ristorazione Deroga agli spostamenti dai piccoli comuni fino a un massimo di 30 chilometri
PESCARA. Tre articoli, mezza pagina di divieti e raccomandazioni che daranno forma al primo Natale senza feste, né cenoni. Il decreto legge con le nuove misure anti contagio da Covid per il periodo natalizio è stato pubblicato ieri in Gazzetta ufficiale. Rispetto alla bozza del testo entrata in Consiglio dei ministri, si aggiunge un articolo relativo ai ristori immediati per bar e ristoranti per un totale di 645 milioni di euro.
Il decreto prevede dieci giorni di lockdown totale per l’Italia. Dal 24 al 27 dicembre e poi dal 31 dicembre fino al 6 gennaio, l’intero Paese dovrà rispettare i divieti della zona rossa. Il 28, 29 e 30 dicembre e il 4 gennaio, invece, in tutta Italia saranno in vigore le regole (meno restrittive) relative alla zona arancione. Lo stesso colore che l’Abruzzo manterrà fino al 23 dicembre compreso, prima di allinearsi al decreto nazionale, e che non vedrà cambiare prima del 7 gennaio, restando dunque isolato per il divieto di spostarsi tra regioni.
SPOSTAMENTI NEI GIORNI ROSSI. Il primo articolo del decreto prevede misure urgenti per le festività natalizie e l’inizio dell’anno nuovo. Vengono confermate le regole della zona rossa che impongono di non uscire di casa se non per ragioni di salute, lavoro o necessità e urgenza. Durante i giorni compresi tra il 24 dicembre 2020 e il gennaio 2021, però, sarà consentito uscire di casa per andare in visita nelle abitazioni di parenti e amici, pur se rispettando regole precise.
DEROGHE AGLI SPOSTAMENTI. Le persone che si spostano non possono essere più di due, a meno che non portino con loro figli minori di 14 anni o persone disabili o non autosufficienti conviventi. Lo spostamento verso le abitazioni private è consentito una volta sola al giorno in un arco temporale compreso fra le ore 5 e le ore 22, quindi è obbligatorio rispettare il coprifuoco. Si può andare verso una sola abitazione e questa deve essere ubicata nella medesima regione. Per fare un esempio, chi fosse andato a pranzo a casa dei nonni, non potrà andare la sera stessa a cena dai cugini.
Da domani fino al 6 gennaio è vietato entrare e uscire tra i territori di diverse regioni. Quindi non è possibile raggiungere le seconde case se queste si trovano in un’altra regione rispetto a quella di residenza.
I NEGOZI. Chiusi i negozi al dettaglio, centri estetici, bar, ristoranti, pub, gelaterie e pasticcerie, ma si può prendere cibo da asporto fino alle 22 e ordinare a domicilio. Restano aperti supermercati, negozi di generi alimentari, edicole, tabaccherie, farmacie, parafarmacie e barbieri. Sospese le attività nei centri sportivi. Resta consentito svolgere attività motoria nei pressi della propria abitazione e attività sportiva solo all’aperto in forma individuale. Le chiese resteranno aperte fino alle 22. Chi non rispetterà i divieti andrà incontro a pesanti sanzioni, che variano da 400 a mille euro.
REGOLE ZONA ARANCIONE. Nei giorni 28, 29 e 30 dicembre 2020, e nel giorno 4 gennaio 2021 (per l’Abruzzo si aggiungono anche i giorni fino al 23 compreso) saranno in vigore le regole relative alla zona arancione. In questo periodo non ci si potrà spostare dal proprio comune e neppure muoversi tra regioni. Ma il Governo ha introdotto una novità che riguarda i piccoli comuni: si potrà, infatti, muoversi dai comuni con meno di 5.000 abitanti, a patto che il comune che si vuole raggiungere non sia più lontano di 30 chilometri. Resta vietato, in ogni caso, uscire dal proprio comune per recarsi nel capoluogo di provincia. È possibile sempre rientrare nella propria abitazione o residenza. Bar e ristoranti restano chiusi e possono fare solo consegne a domicilio fino alle 22. Consentito anche l’asporto. Restano aperti, invece, i negozi.
I RISTORI. La novità è l’articolo 2 del decreto che prevede contributi a fondo perduto da destinare all’attività dei servizi di ristorazione. Bar, ristoranti, gelaterie e pasticcerie costrette a chiudere come disposto dal decreto Natale riceveranno nuovi ristori per un totale di 645 milioni di euro. Il decreto prevede nuovi contributi a fondo perduto per sostenere gli operatori dei settori economici interessati dalle nuove misure restrittive per un massimo di 455 milioni nel 2020 e 190 milioni nel 2021. Il contributo spetta alle partite Iva che hanno già beneficiato dei ristori previsti dal decreto rilancio per un importo pari a quello ottenuto in base al decreto di maggio e che non potrà superare i 150.000 euro. Come con i precedenti contributi a fondo perduto, il ristoro sarà corrisposto direttamente sul conto corrente dall’Agenzia delle entrate. I codici Ateco che rientrano nella nuova norma sono ristorazione con somministrazione, attività di ristorazione connesse alle aziende agricole, ristorazione con preparazione di cibi da asporto, gelaterie e pasticcerie (anche quelle ambulanti), ristorazione su treni e navi, catering per eventi, mense, catering continuativo su base contrattuale, bar e altri esercizi simili senza cucina.
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