«Ristrette libertà fondamentali»

18 Aprile 2017

De Zulueta: «Contesa diseguale, sui media soprattutto i sostenitori»

ROMA. Una contesa «estremamente disuguale» con una «preponderanza schiacciante sui media dei partiti del “sì”», un numero «senza precedenti» di giornalisti arrestati, ma anche di esponenti dell’opposizione, come il terzo partito del Paese, il pro-curdo Hdp, praticamente dimezzato. E poi lo stato d’emergenza che ha limitato «le libertà fondamentali per l’esercizio democratico» come quella di associazione, di assemblea e di espressione, e la decisione di contare anche le schede non timbrate, presa a spoglio già iniziato, che ha rimosso «una salvaguardia importante per l’integrità del voto». Tana De Zulueta, capo della missione degli osservatori dell’Osce, spiega con queste parole perché il referendum in Turchia non ha rispettato gli standard internazionali.

«Il nostro monitoraggio ha mostrato che i sostenitori dell “sì”, e cioé dei partiti del governo e del capo dello Stato in particolare, hanno ha dominato la copertura mediatica, e questo, insieme alle restrizioni alla stampa, agli arresti dei giornalisti e alla chiusura dei media, ha ridotto l'accesso dei votanti a una pluralità di punti di vista» ha detto De Zulueta nella giornata in cui ha presentato le conclusioni della missione Osce attese da tutti i governi europei.

L’altro «grosso problema» è stata «la legge d’emergenza, eccezione in vigore da luglio dell’anno scorso, con conseguenze importanti per le libertà fondamentali per l’esercizio democratico come la libertà associazione, di assemblea e di espressione». Tra i giornalisti «ci sono stati molti arresti, un numero senza precedenti per questo Paese e anche a livello internazionale, molti media chiusi e un gran numero di dipendenti statali licenziati, e in molti casi arrestati». E questo ha avuto ricadute sulla campagna «perché tra gli arrestati c’è quasi la metà del gruppo parlamentare del terzo partito del Paese, il pro-curdo Hdp». Tra questi lo stesso leader Selahattin Demirtas, da più di 5 mesi rinchiuso nella prigione di massima sicurezza di Edirne . Un altro limite constatato dall’Osce è che la legislazione non prevede che lo Stato fornisca agli elettori informazioni imparziali: «Nessun organo dello Stato ha questo compito, nemmeno il servizio pubblico radiotelevisivo e pertanto l’informazione è delegata ai partiti, il che, in un referendum costituzionale, rischia di escludere opinioni molto rilevanti come quelle del mondo accademico». Per quanto riguarda infine la questione delle schede senza timbro ugualmente conteggiate, «la decisione fu presa in violazione della legge» quando «lo spoglio era già iniziato, e questo costituisce la rimozione di una salvaguardia importante per l’integrità del voto e anche fuori tempo massimo».