Ritorno in classe: si decide oggi Coro di no da destra e sinistra

15 Febbraio 2021

Il sindaco Masci: «Decido sulle conclusioni scientifiche degli esperti, non sulla base delle emozioni»  Il presidente Sospiri: «In zona rossa non si può riaprire». Il centrosinistra: «Va ultimato lo screening»

PESCARA. Ritorno in classe mercoledì, oppure no: si decide oggi in prefettura, tra le polemiche di alcuni rappresentanti della politica, da destra a sinistra, uniti coralmente sul “no” alla riapertura delle sedi scolastiche.
Il sindaco Carlo Masci, che l’8 febbraio scorso ha rimandato a casa 11mila alunni dei comprensivi comunali, a causa dei contagi galoppanti nella città che spera in una frenata in zona rossa, ha le idee chiare: deciderà la riapertura, o meno, delle scuole «non sulla base delle emozioni o sensazioni, ma come ho sempre fatto, a maggior ragione sulle questioni del Covid, tenendo conto dei dati sui contagi e delle conclusioni scientifiche dei medici che seguono l’andamento della pandemia». «Su queste vicende», chiarisce il primo cittadino, «è necessario un confronto di cervelli, esaminare le risultanze scientifiche per prendere le decisioni migliori per la salute dei cittadini». Dunque, oggi, il comitato scientifico regionale (composto da infettivologi, virologi, rappresentanti della scuola, economisti e altri esperti)si pronuncerà in merito. Prevista una riunione dal prefetto Giancarlo Di Vincenzo con il sindaco Masci e il professor Giustino Parruti, direttore del Covid hospital, la struttura sanitaria di via Paolini che vive «ore drammatiche», sostiene l’infettivologo, a causa del sovraffollamento.
Ma intanto c’è chi ritiene che, tra zona rossa e pandemia accelerata, è meglio che i bimbi restino a casa. Il presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, «appoggia» le decisioni del sindaco Masci, «comprendo che da primo responsabile della salute in città, si trova ad assumere una decisione difficile». Ma, nello stesso tempo, Sospiri chiede «la proroga della chiusura delle scuole sino a quando le condizioni di diffusione del virus non consentiranno la revoca del provvedimento» previsto al momento fino il 17 febbraio. In una nota, Sospiri, ieri motivava così le sue ragioni: «In zona rossa le scuole non possono essere riaperte, né domani (oggi, ndr), né mercoledì» per una «questione di logica: Pescara, come Chieti, è nel cuore della tempesta Covid con la variante inglese che ha una forte contagiosità sui bambini. Assurdo pensare», dunque, secondo Sospiri, «di rimandarli nelle aule», dove, «seppur con precauzioni e cautele, tra mascherine e due gradi temperatura esterna» è però «impossibile evitare un minimo di contatto». Senza contare «il disagio organizzativo delle famiglie, con le mamme lavoratrici costrette a restare a casa».
Sabato 20 e domenica 21 sono previsti tamponi per 5250 bimbi delle primarie, nei locali del Pala Fiere a Pescara. «Chiediamo che si completi lo screening massivo tra alunni e personale scolastico e che la Asl garantisca la lavorazione dei tamponi entro 24/48 ore, non di più», attaccano i consiglieri comunali del centrosinistra, Piero Giampietro, Stefania Catalano, Francesco Pagnanelli, Marco Presutti, Marinella Sclocco, Giovanni Di Iacovo e Mirko Frattarelli, «solo con queste garanzie la scuola potrà tornare in presenza. L’alternativa è che le famiglie, non fidandosi del sistema, lascino comunque i bambini a casa. Comprendiamo le prudenze», proseguono i consiglieri comunali, «ma qui c’è bisogno di assumersi le proprie responsabilità: riaprire le scuole mercoledì vuol dire semplicemente ammettere di avere armi spuntate». Quindi, il suggerimento: «Il Comune in piena emergenza sanitaria chieda alla Regione Abruzzo di potenziare il servizio di tracciamento della Asl, che è in enorme sofferenza, e di garantire per questi giorni ai genitori adeguati bonus baby sitter da erogare in tempi molto rapidi».
Sulla stessa linea di pensiero il capogruppo regionale dei Fratelli d’Italia, Guerino Testa, con il consigliere della Lega, Luca De Renzis, i quali ritengono «anacronistico riaprire le scuole in zona rossa e con la pandemia che non accenna a frenare la corsa». Una decisione «inopportuna che mette in difficoltà le famiglie che non hanno aiuti». Meglio, quindi, «attendere la prossima settimana, dopo le risultanze degli screening alla popolazione scolastica».
©RIPRODUZIONE RISERVATA