Ritrovato il bottino rubato in chiesa Sparite le reliquie

Una denuncia per ricettazione, recuperati gli oggetti sacri ma non c’è traccia dei reperti organici di San Giovanni Bosco
MONTESILVANO. I parrocchiani della chiesa di San Giovanni Bosco in via Lanciano perdono le loro reliquie, ma recuperano molti oggetti sacri trafugati nei giorni scorsi.
Quasi tutta la merce rubata tra il 5 e il 6 novembre all’interno dell’edificio di culto, infatti, è stata recuperata e presto tornerà al suo posto. Si tratta di calici, piattini per la Comunione, l’ostensorio, due teche, la ciotola di metallo usata per i battesimi e soprattutto il portareliquie che conteneva reperti organici e frammenti di vestiario di diversi santi, tra cui appunto San Giovanni Bosco.
Purtroppo sembra che quest'ultimo sia stato ritrovato vuoto, forse l’autore del furto non si è neanche reso conto dell’importanza, almeno religiosa, del suo contenuto e lo ha buttato o forse, proprio per il suo valore, lo ha conservato destinandolo a un mercato particolare. A recuperare la refurtiva sono stati i carabinieri di Montesilvano, capitanati dal comandante Vincenzo Falce, mentre a coordinare le indagini è stato il comandante del nucleo operativo e radiomobile, il maresciallo aiutante Mauro Verardi. L’attività ha permesso anche di denunciare a piede libero per ricettazione un albanese di 22 anni, residente a Milano ma domiciliato a Montesilvano, trovato in possesso di circa il 95% della refurtiva.
Il furto era stato denunciato dal parroco don Giampietro Pittarello lo scorso 8 novembre quando il sacerdote si era rivolto ai carabinieri per segnalare l’amara scoperta e per specificare ogni oggetto mancante. In particolare il parroco aveva evidenziato la sparizione di sette calici, cinque pissidi (i contenitori per le ostie), due patene (i piatti per la Comunione), un ostensorio, due teche dorate e una ciotola in metallo. A finire nelle mani degli ignoti malviventi anche un portareliquie in argento, dal grande valore religioso per i parrocchiani, che raccoglieva tracce di sangue, frammenti ossei e del vestiario non solo di San Giovanni Bosco, ma anche di altri Santi. Dopo la denuncia del sacerdote hanno preso il via le indagini che si sono concluse nell’Hotel Paradiso di via Napoli, la struttura abbandonata e utilizzata come rifugio per i disperati.
È proprio qui che i carabinieri hanno fermato l’albanese, trovato in possesso di un borsone contenente quasi tutti gli oggetti sacri della chiesa di via Lanciano. Solo una piccola parte dei preziosi rubati, per un valore di 100 euro, infatti, erano stati ridotti in frantumi e venduti l’8 mattina a un Compro Oro della città risultato assolutamente estraneo alla vicenda. Il resto della refurtiva, pari a circa 10 mila euro, è stata dissequestrata e tornerà presto a disposizione della chiesa e dei parrocchiani.
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