Riviera invasa dalla sabbia Inizia l’opera di rimozione

25 Febbraio 2019

Gli operai di Attiva da ieri al lavoro per ripulire le aree coperte dagli accumuli Disagi per pedoni e ciclisti. Padovano (Sib): bisogna installare i parasabbia nei lidi 

PESCARA. Le dune di sabbia che invadono strade e ricoprono i marciapiedi della città, sono la nuova attrazione dei pescaresi. C’è chi le fotografa, chi le attraversa con i bastoni da nordic walking, chi, come i ciclisti, le evitano andando fuori pista per salvarsi da eventuali sdrucciolate, chi le percorre giocosamente come se fossero piccole montagne di neve fresca.
Sono pericolose e invadenti le dune di sabbia planata sui marciapiedi con i venti sferzanti di due giorni fa, abbattutisi sulla città a 120 chilometri orari provocando, nei casi più gravi, la caduta di tronchi di alberi sulle automobili, come successo a San Donato.
Ma gli operai di Attiva sono già entrati in azione per ripulire le zone inondate. Lo conferma il direttore generale dell’Industria del recupero, Massimo Del Bianco: «Abbiamo iniziato la rimozione della sabbia dalle strade, da Porta Nuova, zona teatro D’Annunzio, alla Madonnina , dalla Nave di Cascella fino a piazza Salotto, sotto i portici, e domani (oggi) continueremo gli interventi sul territorio». La sabbia rimossa dalle aree invase viene rigettata negli arenili. È stata una tempesta in piena regola, come di tanto in tanto se ne verificano in città, anche se questa di maggiore entità.
Un disagio ricorrente che fa alzare la pressione a Riccardo Padovano, sanguigno balneatore, rappresentante di categoria Sib Confcommercio e consigliere comunale, che propone il rimedio all’invasione di quintali di polvere marina su strade e marciapiedi: «Ci vogliono i parasabbia come quelli di Riccione. Sono pannelli rigidi, di vetro o altro materiale, da posizionare agli accessi degli arenili. Non bloccano la visuale del mare e, della spiaggia, e sono utili per evitare l’occupazione delle sedi stradali con grave pericolo per pedoni, ciclisti ma anche automobili». Padovano sostiene che la «categoria è d’accordo» sull’iniziativa. Ma bisogna che «Pescara vada più veloce su tante questioni», per esempio, «le assegnazioni delle concessioni balneari» (105) rinnovate dal legislatore fino al 2033, ma attese a Pescara, battuta da Montesilvano, Francavilla e Torino di Sangro, primi Comuni italiani ad averle ottenute. «Certe volte», conclude il balneatore, «penso che Pescara sia l’università delle Arti del non fare».
Si slitta sulle dunette di sabbia, così come si scivola sulla neve fresca prima che si ghiacci. Per questo alcuni ciclisti, ieri mattina sulla riviera che il Centro ha percorso da nord a sud, preferivano uscire fuori dalla pista ciclabile (è accaduto davanti la nave di Cascella) piuttosto che affrontare una brusca e pericolosa frenata sui cumuli di sabbia che in certi punti (come all’altezza della spiaggia libera tra Hawaii e La Lampara) ricopriva ciclabile, aiuole e marciapiedi e ingabbiava stabilimenti, panchine, muretti. La furia del vento si è scatenata anche ieri, intorno a mezzogiorno. Sul lungomare si cammina a testa bassa per proteggersi dai granellini di sabbia che intasano bocche, nasi e orecchie. Hanno gli «occhi che bruciano», Claudio e Adriana, di Montesilvano, membri dell’associazione “Emozioni in cammino”, mentre si rilassano con la passeggiata nordica. Coi bastoni affondano nei cumuli di sabbia accanto a Pepito beach e annunciano: «Ce ne andiamo dall’altra parte della strada». Lorenzo Di Russo, pescarese, si diverte a fotografare il manto di sabbia che sale sulla rampa che conduce al ponte del mare.