«Riviera pericolosa, subito il senso unico e la zona 30»

19 Ottobre 2024

PESCARA. Riviera, viale Bovio e viale Marconi come piste per l’alta velocità di notte, bici elettriche che corrono più degli scooter, monopattini fuori controllo: a Pescara la strada è una giungla....

PESCARA. Riviera, viale Bovio e viale Marconi come piste per l’alta velocità di notte, bici elettriche che corrono più degli scooter, monopattini fuori controllo: a Pescara la strada è una giungla. Nel 2023 459 sinistri con 7 morti, il 50% del dato complessivo dell’intera provincia. L’ultimo episodio, l’investimento gravissimo avvenuto all’altezza del lido Baia Papaya giovedì scorso, con una 50enne travolta da un pirata della strada e ora in bilico tra la vita e la morte, è l’ennesimo di una striscia di sangue preoccupante. L’Automobile club italiano di Pescara, presieduto da Giampiero Salvatorelli, si è già espresso numeri sul fenomeno incidenti in Abruzzo, con il dettaglio di Pescara che vede numeri in crescita nel 2023 rispetto all’anno precedente. Ma Salvatorelli dice la sua anche sull’episodio del lungomare di cui è rimasta vittima M.D.F.
PERICOLO RIVIERA
«La riviera è una delle strade più trafficate e pericolose della città, ha numeri assolutamente spaventosi», ha detto il presidente Aci, «I motivi? Diversi. Ad esempio, le strisce pedonali non si vedono bene. E ancora: le tante auto parcheggiate in una fila continua non consentono di vedere bene gli attraversamenti. C’è poca illuminazione, e a questo aggiungerei le luci delle auto che arrivano nel senso contrario, che riducono ulteriormente la visibilità. Dopo i lavori fatti qualche anno fa, con la pista ciclabile protetta e i parcheggi su entrambi i lati, mare e monti, la riviera sarebbe dovuta diventare a senso unico. Le due corsie sono strette, basta una minima disattenzione per causare un incidente. Sono scelte che vanno fatte da parte di chi amministra la città. D’altronde, il piano urbano del traffico viene aggiornato ogni due anni proprio per questo».
VIABILITÀ DA RIPENSARE
Dalle amministrazioni comunali, però, poca attenzione ad una viabilità globale della città e alla sicurezza. «I provvedimenti vengono adottati sempre in emergenza, come per via Ferrari e i nuovi parcheggi nell’area della stazione. E non vanno bene. Bisognava capire che quelle strisce fatte a terra, che non sono parcheggi, ma spazio tolto alla circolazione, resteranno per i prossimi quattro o cinque anni, non per tre mesi. Tanto dureranno i lavori nell’area di risulta. E a Pescara avremo, di conseguenza, grosse difficoltà nella gestione del traffico e della sosta», dice ancora Salvatorelli. Tornando alla riviera pericolosa, al pari di viale Bovio e viale Marconi, l’Aci ribadisce: «Arterie fondamentali della città stravolte da provvedimenti presi senza una visione complessiva della città. Su viale Marconi, ad esempio, i lavori che hanno rivoluzionato la circolazione sono stati fatti pensando alla filovia, che chissà quando arriverà...». Su lungomare nord, però, bisogna intervenire. Sono troppi ormai gli incidenti mortali o gravissimi negli ultimi anni. Cosa servirebbe? «Una migliore illuminazione. E, soprattutto, rendere più visibili gli attraversamenti pedonali, magari con un punto luminoso che indichi il passaggio dei pedoni. Cosa importantissima: bisogna ridurre la velocità, la riviera deve diventare una “zona 30” chilometri orari, questo aiuterebbe molto ad evitare tragedie. Può capitare a tutti di incrociare dal mare verso i monti e viceversa, a piedi, in bici o in monopattino e rischiare di non essere visti dalle auto che sfrecciano nei due sensi di marcia».
PESCARA INTASATA
Salvatorelli spiega anche i motivi dei tanti problemi di traffico che attanagliano Pescara: «Siamo una città di media grandezza, ma è difficile muoversi. L’asse attrezzato non riesce più a gestire il traffico in entrata e in uscita, così come molte altre vie d’accesso importanti. Tra queste, proprio la riviera. Servirebbe una programmazione nuova della viabilità. La mobilità dolce? Bella da vedere, per fare gli spot della città. Ma cosa ha risolto? I dati degli incidenti in monopattino sono spaventosi, come in tutta Italia. Le corsie ciclabili sono pericolose e un po’ improvvisate, come quella appena realizzata in via Benedetto Croce, semplicemente disegnata sull’asfalto ai lati delle due corsie. E circolano bici elettriche che sono in realtà delle moto travestite da bici: sono talmente veloci che superano le automobili. Ma non vengono mai fermate per dei controlli o per aver superato il limite di velocità in città. Basterebbe iniziare a multare questi “ciclisti” per limitare il fenomeno». Non è solo Pescara ad avere problemi: tutto l’Abruzzo ha numeri in peggioramento rispetto a quelli nazionali. «Abbiamo un aumento dei morti che è motivo di preoccupazione. C’è una serie di incidenti quasi giornaliera. Il dato costante è quello delle città, sempre più teatro dei sinistri stradali. Una volta erano le strade veloci e l’autostrada a fare paura, oggi la situazione critica è in città. Aumentano i motivi di distrazione, a partire dall'uso del telefono. Una dato drammatico, su cui occorre una riflessione».