Riviera sud, il Comune cancella il progetto della duna sul mare

16 Maggio 2021

Il dirigente: «I lavori in quell’area richiedono uno studio» Protesta il Pd: «È incomprensibile una scelta del genere»

PESCARA. Non si farà, almeno per ora, il progetto di una duna, per accorpare la riviera sud alla Pineta dannunziana, presentato alcuni anni fa dalla passata amministrazione comunale. Gli uffici dell’ente avevano deciso, già lo scorso anno, di bloccare l’intervento per una serie di problemi riscontrati. «In riferimento all’appalto in oggetto», si legge in una lettera del marzo 2020 del dirigente ai Lavori pubblici Fabrizio Trisi indirizzata all’impresa che si era aggiudicata l’intervento, «si rappresenta che l’amministrazione comunale ha manifestato la volontà di voler rivedere alcune scelte progettuali effettuate in passato, sia per quanto concerne la realizzazione del giardino dunale, sul tratto di spiaggia ricompreso tra gli stabilimenti balneari Ippo beach e Lido Mila, sia per quanto riguarda l’attuale realizzazione dell’opera scultorea “Omaggio a Flaiano” dell’artista Luigi Baldacci, sia per quanto concerne la sagoma delle aiuole (dune) del giardino retrodunale per le quali si sta valutando di estendere le stesse all’interno della Riserva dannunziana». «Ad oggi», concludeva la lettera, «non è possibile fornire indicazioni precise sulle modifiche da apportare all’intervento in corso, in quanto la nuova sistemazione ambientale ipotizzata, in area tutelata, richiede studi e considerazioni non compatibili con i tempi di svolgimento dell’appalto. È necessario, quindi, rimandare la progettazione e l’esecuzione di dette opere ad altro appalto».
Questa scelta ha scatenato le critiche del centrosinistra, in particolare del consigliere regionale del Pd Antonio Blasioli. «Ricreare le aree dunali», ha affermato, «significava riportare alla luce l’ambiente con cui le nostre spiagge si presentavano qualche decennio fa. Il progetto è stato finanziato, ma non si è vista la realizzazione malgrado manchi una deliberazione della giunta in tal senso. L’unico atto è un ordine di servizio del dirigente con cui si chiede di rivedere alcune scelte progettuali».
«Mi chiedo», ha proseguito il consigliere regionale, «come possa un dirigente revocare un progetto approvato da una giunta, anche se di diverso colore politico e come possa questo passare integralmente sotto silenzio, anche alla luce del Piano di assetto naturalistico della Riserva dannunziana, approvato con un provvedimento del 15 luglio 2020 dal consiglio regionale, che prevede per quel tratto di spiaggia libera proprio l’area dunale».
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