«Riviera troppo caotica» In 600 contro la movida

27 Settembre 2017

Comitato di cittadini chiede di anticipare l’orario di chiusura dei locali notturni Il sindaco: «Non posso spegnere la musica, ma potenzieremo i controlli dei vigili»

PESCARA. Quando gli stabilimenti balneari accendono la movida estiva, la musica spaccatimpani disturba il sonno dei residenti, dalla riviera fino ai Colli. I decibel sparati dalle attività ricettive sul mare «salgono fino in collina».
E la rabbia dei cittadini esasperati riesplode puntuale ogni estate. Dal 2009 il comitato spontaneo Sos Movida Selvaggia, che rappresenta circa 600 abitanti tra la riviera nord e Porta Nuova zona teatro D'Annunzio, Colli compresi, ha inoltrato al Comune di Pescara e Montesilvano, prefettura e comando della polizia municipale, una serie di petizioni («Una all'anno negli ultimi otto anni») e rilievi dell'Arta sui decibel sforati dagli stabilimenti «fino a 80, contro i 40 autorizzati per legge di notte e 50 di giorno».
Tutte denunce «andate a vuoto nel corso degli anni». I residenti insonni affacciati alle finestre hanno girato numerosi video che «raccontano il nostro inferno notturno» e tenuto «colloqui privati» con i gestori degli stabilimenti per tentare una mediazione: «Suonate pure quanto volete, ma abbassate il volume con pannelli fonoassorbenti» o qualunque altro sistema che impedisca alla musica di superare la strada e arrivare ai palazzi di fronte.
«Spegnete i rumori all'una di notte e lasciateci dormire fino al mattino» è l'appello dei residenti, «stremati e vicini al collasso fisico e psicologico». Ogni notte sulla riviera è una babele musicale : ogni lido sceglie il suo genere e ai condomini intorno arriva il fracasso di note mescolate tra loro. Un caos illustrato da una delegazione del comitato Sos Movida Selvaggia, composta da professionisti e docenti di Montesilvano e Pescara, che ieri pomeriggio è stata ricevuta dal sindaco Marco Alessandrini nel suo ufficio di palazzo di città in piazza Italia.
Il primo cittadino, a fine incontro, ha rilasciato una dichiarazione diplomatica e cauta: «Lavoreremo sui decibel, potenzieremo i controlli dei vigili urbani, ma non possiamo spegnere all'una di notte la movida estiva con migliaia di persone».
Una risposta che non è piaciuta moltissimo alla delegazione, che però ha deciso di concedere tempo all'amministratore per organizzare il potenziamento dei controlli e prendere provvedimenti «così come ha già fatto il sindaco di Montesilvano Francesco Maragno che ha bloccato con una ordinanza, seppure per poco, la musica di uno stabilimento al confine con Pescara».
Provvedimenti subito, altrimenti i cittadini minacciano di tornare all'attacco alla ripresa delle attività estive: «Prima che riparta la stagione», anticipano i delegati del comitato, «chiederemo un incontro ad Alessandrini e Maragno per fare il punto sul ripristino della legalità di una situazione ormai degenerata che ci sta togliendo sonno e salute».
«L'inquinamento acustico della movida rivierasca è un reato», sostengono i rappresentanti del Comitato, «un'aggressione nei nostri confronti, gli stabilimenti sforano i decibel in maniera scandalosa e nessuno li ferma. Chi di loro ha deciso di attrezzarsi con i pannelli fonoassorbenti, sostiene di non aver ottenuto i permessi dai Comuni». Su questo passaggio, Alessandrini ha promesso di indagare. I venti della protesta dei cittadini sono partiti, otto anni fa e proseguono ancora oggi, dai residenti condomini Core, Nereidi e Rema, nella zona delle Naiadi, per arrivare a Porta Nuova, nelle vicinanze del Villaggio Alcyone. Via Livenza, al confine tra le due cittadine rivierasche, è un serbatoio di multe a tutte le ore, fino a tarda notte, per sosta selvaggia.
Quella zona è il fulcro della movida notturna tra Pescara e Montesilvano. Ai palazzi che si affacciano sulla riviera arriva il caos delle automobili, talmente tante che si intrecciano tra loro, rimangono imbottigliate e gli strombazzamenti vanno avanti fino alle 5 del mattino, quando ormai gli insonni, che lasciano le finestre aperte per contrastare il caldo, sono pure rimasti intossicati dai gas di scarico. All'alba arrivano i camion della nettezza urbana per scaricare i bidoni dell'immondizia. Ancora rumori. Non c'è risveglio per i residenti perché non c'è stato sonno. E hanno tutto il tempo di osservare giovani ubriachi che si sorreggono tra loro. I ragazzi abbracciano le ragazze che camminano scalze sull'asfalto, perché i tacchi all'alba, dopo una notte di bagordi, sono insopportabili.
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