Rivoluzione Fira: diventa società in house

Lolli: «Maggiore flessibilità per la Regione. Potrà gestire bandi e servizi in maniera più veloce»
PESCARA . La Fira, Finanziaria regionale abruzzese, da società per azioni diventa società in house della Regione Abruzzo. In questo modo l’ente regionale si dota di una propria finanziaria a cui dare affidamenti diretti, garantendo tempi rapidi e maggiore efficienza delle risorse comunitarie. Il tutto per dare risposte concrete e favorire le imprese e l’economia del territorio. Ad illustrare le novità sono il vicepresidente della Regione, Giovanni Lolli, il presidente di Fira, Alessandro Felizzi, e il direttore del Dipartimento sviluppo economico della Regione, Piergiorgio Tittarelli. Il nuovo assetto giuridico è frutto della decisione della Giunta regionale che arriva al termine di un percorso andato avanti due anni. Le novità sono effettive dallo scorso 28 dicembre. Restano in carica i vertici della finanziaria. «Fino allo scorso anno la Fira era per il 51% della Regione e per il 49% delle banche e questo comportava la necessità di passare per le gare, che dilatavano drasticamente i tempi», sottolinea Lolli. Il nuovo assetto giuridico, invece, permetterà alla Regione Abruzzo di avere tempi flessibili nella gestione degli interventi in materia finanziaria. L’attuale normativa, infatti, prevede l’affidamento diretto di servizi alle società in house, senza gara ad evidenza pubblica. È stato aumentato il fondo a disposizione della società; la Regione, nel 2018, trasferirà a Fira oltre 50 milioni di euro per l’avvio di alcune misure inserite nella programmazione regionale e europea. Sarà compito della Fira, infatti, far partire il bando sui Confidi. Previsti, inoltre, fondi per le imprese del cratere sismico. Avviato, poi, l’iter che, dietro autorizzazione di Bankitalia, consentirà alla società di essere iscritta nell’albo degli intermediari finanziari. «Fira compie 30 anni e si rigenera completamente», sottolinea Felizzi, «ora è una società pronta per affrontare le sfide che ha di fronte. Quello del 28 dicembre è un risultato importantissimo. Non si tratta di un salvataggio, bensì di una scelta strategica per arrivare ad uno strumento in grado di intercettare le necessità del territorio». Lolli si sofferma anche sullo stato di impegno dei fondi europei, relativi soprattutto al Fesr. «I fondi della programmazione 14-20 gestiti dal mio assessorato», dice, «sono stati tutti allocati molto prima del previsto e ora andremo dagli interlocutori comunitari per ottenere risorse aggiuntive».
Lorenzo Dolce

