Robot nella sanità e App: il Covid riaccende il futuro

28 Giugno 2020

Le tecnologie che ci cambieranno la vita nate o riscoperte nel periodo di crisi

PESCARA. Sembrerà una cosa strana da dire, ma non c’è niente che faccia modificare le società e le economie come i momenti di crisi. E una crisi come quella appena vissuta e dalla quale il mondo non è ancora del tutto uscito, questa crisi globale, sanitaria, economica e finanziaria, è stata davvero sconvolgente. In poche settimane la vita si è cristallizzata come sotto una campana di vetro. Tutto fermo: scuole, negozi, ristoranti, musei e teatri chiusi. In tutto il mondo. Per far fronte alla catastrofe economica incombente, i governi hanno tirato fuori i pacchetti di aiuti più generosi, forse, di tutti i tempi, mentre cose date da sempre per scontate, improvvisamente scontate non erano più.
Confinati nei piccoli spazi, le famiglie hanno dovuto imparare (senza corsi di aggiornamento) a lavorare, ad andare a scuola, ad inventare modi per distrarsi e divertirsi senza aprire la porta di casa, in un tripudio di videoconferenze, lezioni via computer e tutorial online. Sono entrate, invitate attraverso lo schermo, nei salotti di colleghi e amici, dopo anni di brunch e cenette organizzate rigorosamente fuori casa. E in questo nuovo avvento della tecnologia, la creatività della necessità ha preso pieghe inaspettate, che forse cambieranno la nostra società per sempre.
È stato il tempo dei concerti virtuali, con intere orchestre racchiuse nelle griglie dei software per multiconferenze. Pop star di tutto il mondo si sono riuniti in happening globali rimbalzati milioni di volte attraverso la rete. La stessa rete che ha portato nelle case lezioni di yoga, sedute di aiuto psicologico, cerimonie religiose.
Sono tutti modi in cui la tecnologia, costretta dalle circostanze eccezionali, è entrata sempore più, un po’ di soppiatto e un po’ con prepotenza nella nostra vita, fino ad assumere un ruolo chiave. Proprio per comprendere meglio quanto sta accadendo, il World Economic Forum, l’organizzazione economica indipendente che organizza anche il forum di Davos, ha pubblicato una serie di rapporti sull’attuale stato delle cose. Il punto, con il pericolo di una recessione alle porte, è di trovare nuove strade che possano rimpiazzare modelli economici stantii.

n SANITÀ E PREVENZIONE
Prevenzione, diagnosi, cura, riabilitazione: la tecnologia può giocare un ruolo importante in questi campi e molte sono le innovazioni introdotte proprio grazie all’emergenza Covid. Già si intravedono i primi timidi segnali di creatività: ingegneri che trasformano maschere da snorkeling in respiratori per la terapia intensiva, programmatori che creano programmi per gestire in automatico le prenotazioni. Dalle app di tracciamento per tenere sotto controllo il diffondersi del contagio, fino all’uso di robot per la cura e la riabilitazione, sono molte le novità già introdotte o allo studio. L’intelligenza artificiale, per esempio è alla base del software open source Ai-Thermometer creata dall’Istituto italiano di tecnologia. L’invenzione permette a una termocamera di “capire” il posizionamento del corpo delle persone e misurare la temperatura anche di più soggetti contemporaneamente, a distanza, nel punto più idoneo, la fronte. Poi ci sono i robot guidati dai software, utilizzati per l’assistenza remota e per le diagnosi a distanza, tramite la trasmissione di immagini in diretta.
Comunque le innovazioni che probabilmente saranno implementate nel futuro sono: le visite in teleconferenza, che evitano le possibilità di infezione e riducono al minimo gli spostamenti; le app per la comunicazione medico-paziente da remoto; la dematerializzazione completa delle cartelle cliniche e delle ricette, che saranno passate tutte in digitale, con il paziente che comunica semplicemente il proprio codice sanitario e il farmacista che legge online la prescrizione. Poi, le chat automatizzate per valutare sintomi e dare i primi consigli di comportamento; i robot per eseguire attività come la pulizia, la sterilizzazione o la consegna di cibo e medicine.
n IL LAVORO
Dopo l’esperimento forzato del lavoro agile, con il dipendente che svolge le proprie funzioni tra le pareti di casa, molte aziende hanno scoperto i vantaggi di questa modalità. Le nuove tecnologie mettono a disposizione sia gli strumenti necessari per svolgere il lavoro che i metodi di controllo per verificare eventuali comportamenti scorretti dei dipendenti. L’intelligenza artificiale può anche sostituire temporaneamente la presenza umana, ad esempio tramite le chat automatizzate, che hanno raggiunto livelli di sofisticazione vicini alla qualità di un vero operatore. È chiaro, però, che non tutti i ruoli possono essere essere svolti a distanza. In alcuni casi, il rapporto umano è parte essenziale del ruolo, da svolgere necessariamente in presenza. Ed è altrettanto chiaro che collegarsi da casa non può essere una scusa per allungare oltremodo l’orario di lavoro.

n I VIAGGI
Tra gli scenari ipotizzati, il più accreditato sembra essere un turismo non di massa. Tramontate le crociere, in difficoltà le compagnie low cost, probabilmente si tornerà a parlare di sostenibilità, parola finora piuttosto ignorata dal settore. La sfida del futuro sarà tutelare natura e beni artistici, che prima soffrivano il peso dell’enorme affluenza turistica.
Per ridare vigore a un settore enormemente in difficoltà, una possibilità potrebbe essere riuscire a coordinare la comunità internazionale, portando verso il progetto di un “passaporto” immunitario” che garantista la sicurezza di chi viaggia e di chi accoglie i viaggiatori. La sfida per la sopravvivenza del turismo sarà conciliare accessibilità, innovazione e sostenibilità.
n L’INFORMAZIONE
Durante la pandemia il mondo dei media si è trovato di fronte a un compito essenziale, cioè garantire la qualità e l’accuratezza delle notizie, evitando di far rimbalzare quelle potenzialmente pericolose, rispettando comunque i tempi stretti dell’attualità e rispondendo alla richiesta enorme di aggiornamenti. La principale sfida per i media, secondo il Wef, è di riuscire ad arginare la disinformazione, ricostruendo un rapporto di fiducia con i lettori. Soprattutto in quest’epoca di social network, in cui la possibilità di diffondere notizie false è enorme.
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