Roccamorice, acqua al mercurio: "Non usiamo più il rubinetto"

30 Agosto 2015

In paese l’acqua è tornata potabile, ma gli abitanti continuano ad aver paura e ad andare nei centri vicini per riempire i bidoni. Raccolta firme per un’indagine della Asl

ROCCAMORICE. Dal 15 luglio scorso, i residenti di Roccamorice sono stati rassicurati sul caso del mercurio nell’acqua, tanto che dopo aver cambiato i contatori l’erogazione dell’acqua è ripresa regolare. Ma in paese c’è ancora paura: la condotta è rimasta la stessa e parti microscopiche di quel metallo pesante potrebbero essere rimaste nei tubi. Si continua ad approvvigionarsi di acqua dalle fontane pubbliche dei centri vicini.

«Da quando è stato dato l’allarme, il 15 aprile scorso», racconta Rocco Pietrangelo che abita in contrada Piano delle Castagne, «ho iniziato l’odissea giornaliera di andare a rifornirmi di acqua a San Valentino: taniche, bidoni, bottiglie. Stare senz’acqua corrente dentro casa è una esperienza da non poter raccontare. Personalmente, mentre gli enti conducevano analisi ufficiali sulle acque prelevate dalle condutture, io stesso ho avuto la possibilità di farne privatamente. I livelli di mercurio erano molto più alti di quelli previsti. Nella zona dove abito si diceva che arrivasse acqua da un’altra sorgente, dunque, che si poteva stare tranquilli, ma quando hanno chiuso la condotta di distribuzione per inquinamento da mercurio è cessata l’erogazione anche a casa mia. Per oltre un mese, da quando è stato reso pubblico il fatto, noi qui abbiamo utilizzato tranquillamente acqua al mercurio».

Ma l’uso di quell’acqua è stato continuativo per circa 8 mesi: da agosto 2014, quando potrebbe essersi il venturimetro che ha riversato il mercurio nel serbatoio fino ad aprile 2015 quando le analisi dell’Arta l’hanno rilevato. La preoccupazione della popolazione resta alta sui tassi di assorbimento del metallo trovato anche 400 volte superiore ai limiti consentiti. Un gruppo di cittadini è ancora in attesa delle analisi condotte sui capelli, parti del corpo dove il mercurio si accumula facilmente, per capire le condizioni di contaminazione umana. Un gruppo di cittadini con una raccolta di firme, prima firmataria Rosetta Palumbo, ha chiesto, assistiti dall’avvocato Giuseppe Cafarelli, al direttore generale della Asl di procedere con una indagine sulla popolazione, ma nulla è stato fatto in questa direzione. «Anche se hanno detto che l’acqua può tornare ad essere utilizzata per fini potabili», dice la Palumbo «noi continuiamo a rifornirci da altre fontane, anche quelle del territorio paesano che attingono ad altre sorgenti e che vengono raccolte in un diverso serbatoio. Per noi firmatari della mozione, è necessario che la condotta principale e la rete di distribuzione siano ricostruite, poiché parti di metallo annidate magari nelle giunture dei tubi potrebbero tornare improvvisamente in circolazione».

L’avvocato Cafarelli confessa di usare ancora l’acqua minerale anche per cuocere la pasta. A chiedere il totale rinnovo della rete acquedottistica cittadina anche il rappresentante pentastellato Domenico Pettinari e i consiglieri comunali di minoranza Nicola Rosati e Salvatore Guercio.

Walter Teti

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