Roccamorice, Italia Nostra gestirà l'eremo celestiniano

2 Luglio 2015

Il restauro del monumento è iniziato gia nel 2014 e si concluderà nel 2016. Oltre a visite guidate sarà possibile anche dormire all'interno del complesso. 

PESCARA. L'eremo di Santo Spirito a Majella, a Roccamorice (Pescara), legato indissolubilmente alla figura di papa Celestino V, trova nuova vita, non solo grazie ai lavori di ristrutturazione in corso, ma anche ad una gestione innovativa affidata all'associazione Italia Nostra, nell'ambito di un accordo con il Comune. Gli obiettivi dell'iniziativa sono la musealizzazione del sito, con tutto ciò che questo comporta in termini di visite guidate, eventi e creazione di un book shop, l'aumento dei flussi di presenza grazie alla capacità di fare rete di Italia Nostra e la raccolta di fondi da parte di privati anche in virtù dei principi dell'Art Bonus.Il restauro dell'eremo che è iniziato nel 2014 e si concluderà nel 2016 nell'ambito di un investimento per il primo lotto pari a circa 300mila euro, derivanti dai fondi dell'8x1000.

Il direttore dell'eremo sarà il presidente della sezione Italia Nostra di Pescara, Mimmo Valente e verrà presentato sabato nel corso di un convegno inaugurale cui prenderanno parte, tra gli altri, Monsignor Bruno Forte, arcivescovo metropolita di Chieti-Vasto, il presidente nazionale di Italia Nostra, Marco Parini, il soprintendente alle Belle arti ed al Paesaggio per l'Abruzzo, Maria Giulia Picchione, il presidente del Parco nazionale della Majella, Franco Iezzi, il presidente della Regione, Luciano D'Alfonso, e il vicepresidente del Csm, Giovanni Legnini. Le diverse iniziative sono promosse con il sostegno della Provincia di Pescara, mentre la cooperativa Ripa Rossa, costituita da giovani del posto, parteciperà alla gestione insieme a Italia Nostra. 

«È un'idea di recupero, tutela e valorizzazione congiunte - ha affermato il sindaco di Roccamorice, Alessandro D'Ascanio, nel corso di una conferenza stampa in Provincia - L'eremo, insieme agli altri presenti sul territorio comunale, è sempre stato bistrattato, anche dalle istituzioni. L'obiettivo è quello di fargli scoprire una nuova vita grazie alle diverse iniziative».

Il direttore Valente ha aggiunto: «la crisi, ormai, impedisce agli enti locali di fare di più. Allora si è voluto trovare un modo nuovo e cercheremo nuovi canali di finanziamento. In futuro sarà anche possibile dormire nel complesso dell'eremo; non un albergo, ma ricettività spartana, legata al luogo in questione».