Rogo minaccia il camping, turisti in fuga

Incendio a Roccafinadamo di Penne, le fiamme arrivano a 50 metri dalle case. Arriva anche l’elicottero dei pompieri
PENNE. Case e camping a rischio e grande paura, a Roccafinadamo di Penne, per un incendio che si è sviluppato nel primo pomeriggio di ieri ed è arrivato fino a pochissimi metri dagli edifici. Per tre abitazioni, in particolare, il pericolo che le fiamme si avvicinassero è stato davvero concreto e sono stati i vigili del fuoco ad evitare che accadesse il peggio. Il progressivo avanzare del rogo ha generato notevole preoccupazione non solo tra i cittadini ma anche tra gli ospiti del camping “Rocca di sotto”, che hanno abbandonato la struttura, e l’allarme è rientrato solo quando ci si è resi conto che l’intervento dei pompieri aveva bloccato definitivamente il propagarsi delle fiamme, di cui non si conosce l’origine.
I pompieri, partiti da Pescara con una squadra e due mezzi, sono intevenuti nella frazione di Penne anche con l’elicottero, in modo da raggiungere agevolmente le zone più impervie, dove il personale avrebbe avuto difficoltà ad arrivare a piedi. In azione anche gli uomini del Corpo forestale dello Stato e gli addetti della Protezione civile della zona, rimasti sul posto fino al tardo pomeriggio, quando è stato appurato che non c’era più alcun pericolo che il rogo riprendesse. Il lavoro è stato finalizzato sin dal primo momento non solo a circoscrivere il perimetro dell’incendio ma anche a mettere in sicurezza le abitazioni e le attività. Il pericolo è stato scampato e le fiamme sono state bloccate a circa 50 metri dagli edifici ma bilancio complessivo è comunque pesante: circa 4 ettari di terreno sono stati divorati dalle fiamme, tra sterapaglie e macchia mediterranea. Anche il camping se l’è vista brutta perché il rogo è stato bloccato a circa 300 metri. Il proprietario, Jan Van Leenden, olandese, è stato avvisato dagli ospiti della struttura, una trentina di persone in tutto, che lo hanno contattato telefonicamente mentre era a pranzo fuori e lo hanno sollecitato a rientrare perché l’incendio era in corso. «Ci siamo spostati tutti in strada», dice. «Avevamo paura, e abbiamo atteso che l’allarme rientrasse prima di tornare nel camping. L’incendio era grande e abbiamo visto alcune abitazioni davvero in pericolo e un giardino attraversato dalle fiamme, poi bloccate. Abbiamo anche visto arrivare l’elicottero dei vigili del fuoco, che ha prelevato l’acqua in un lago e liberato il carico nell’area che stava andando a fuoco».
L’episodio ripropone gli interrogativi di sempre sui roghi estivi e sulle eventuali responsabilità dell’uomo. Nessun elemento concreto fa ritenere che l’incendio di ieri sia doloso, non essendo stata trovata alcuna traccia che possa ricondurre al dolo. Fa riflettere, però, il numero consistente di interventi che i vigili sono stati chiamati a svolgere in questa zona nelle ultime settimane, proprio a Roccafinadamo, sempre per domare incendi di sterpaglie, anche se di dimensioni inferiori. Un aiuto potrebbe arrivare sicuramente dall’amministrazione comunale che ha il potere, qui come altrove, di imporre ai privati la pulizia delle aree dove le le sterpaglie abbondano e dove il pericolo di incendi è più elevato. Se poi la richiesta del Comune cade nel vuoto l’ente può bonificare le aree e poi rivalersi nei confronti dei privati per ottenere il rimborso delle spese sostenute.
L’allarme in zona è scattato una seconda volta, ieri sera, quando i vigili sono stati chiamati a spegnere altri incendi di sterpaglie in contrada Mallo di Penne.
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