Rogo nei palazzi abbandonati, il recinto è costato 56mila euro

8 Luglio 2024

Nessuno doveva entrare negli edifici e invece al terzo piano è scoppiato l’incendio con un pompiere ferito L’amministrazione Masci ha pagato i lavori della recinzione al posto del privato ma tutto è già distrutto

PESCARA. Cinquantaseimila euro. Tanto ha pagato il Comune di Pescara per recintare i palazzi ex Clerico, in via Tavo. L’atto di liquidazione porta la data del 13 giugno scorso. Secondo l’amministrazione Masci, quel recinto doveva essere «una barriera di adeguata altezza e non removibile» ma è stata scardinato già e i ruderi sono tornati abitati da disperati e tossicodipendenti. In questo scenario, nella notte tra venerdì e sabato, è scoppiato un incendio al terzo piano di uno degli scheletri in mattoni e un vigile del fuoco, intervenuto per spegnere le fiamme, ha rischiato di morire: nel buio, è precipitato per dieci metri nella tromba dell’ascensore ed è rimasto ferito. La sua fortuna è stata un cumulo di buste di rifiuti ammassate alla base del vano: ieri è stato dimesso dall’ospedale. Il degrado gli ha salvato la vita.
Ma il punto di partenza è che, in quei palazzi mai finiti dal 1969, nessuno sarebbe dovuto entrare e invece il viavai è continuo, di giorno e di notte: il 5 giugno dell’anno scorso, l’amministrazione Masci aveva ordinato ai proprietari di fare un recinto invalicabile «utilizzando materiali resistenti». Ma questo non è avvenuto, secondo il Comune: «Dalla documentazione fotografica acquisita», recita un documento comunale del 14 novembre 2023, «emerge che la recinzione in corso di realizzazione non risponde ai requisiti prescritti dall’ordinanza 408/2023, in quanto la stessa risulta essere per caratteristiche tipologiche (materiali, dimensioni) del tutto simile a quella già esistente, in parte ancora presente, che storicamente si è dimostrata non essere in grado di impedire il verificarsi delle problematiche da risolvere». Contestando l’«inottemperanza» dei proprietari, il Comune si è sostituito al privato e ha commissionato i lavori a una ditta di Chieti: il conto è stato di 56.265,89 euro. Il Comune ha pagato già: adesso, si tenterà di rivalersi sul privato. Ma quei lavori, a quanto pare, non sono bastati. E l’ultimo incendio ne è la prova: la recinzione in legno e rete di ferro, con catena e lucchetto, è stata abbattuta a calci e l’ex Clerico è tornato alla sua solita destinazione di immobile occupato.
Nel silenzio della politica, l’unica voce è quella del consigliere comunale di opposizione Carlo Costantini: «Subito dopo l’insediamento, chiederemo di tenere davanti ai palazzi Clerico un consiglio comunale straordinario, esattamente come fu fatto cinque anni fa nella più centrale piazza Santa Caterina», dice, «quei palazzi sono a venti metri in linea d’aria dal luogo in cui è stato abbattuto il Ferro di cavallo. In quello scheletro vivono da anni decine di spacciatori e disperati. Lì accade di tutto, di fronte alle finestre e ai balconi di appartamenti in cui vivono famiglie e bambini costretti quotidianamente ad assistere a scene inimmaginabili. Persone che pagano le tasse esattamente come quelle che vivono in centro. Nel frattempo», conclude il consigliere, «ringraziamo tutti il vigile del fuoco che ha rischiato la vita per domare l’incendio».