Romanzi in lingua: che bella scoperta
Sempre più fitti i gruppi di lettura in inglese e tedesco alla biblioteca Di Giampaolo: ci sono giovani e pensionati
PESCARA. «What do you think, about Harriet and David? And about Ben?»: fitto lo scambio di opinioni e impressioni sul romanzo appena letto, rigidamente dall’inizio alla fine nella lingua di Albione, che c’è stato martedì sera tra gli aderenti ad uno dei tre gruppi di lettura, quello di inglese, che si sono formati, ormai da anni, nella biblioteca regionale Di Giampaolo.
Guidati dall’insegnante madrelingua Jennifer Moscovitch, i venti (18 donne e due uomini) che hanno preso parte all’incontro, hanno discusso su “The Fifth Child” (“Il quinto figlio”), un romanzo del premio Nobel, scomparsa qualche anno fa, Doris Lessing. Si tratta del loro quarantanovesimo romanzo letto insieme, dopo aver sviscerato, visto che il gruppo si è formato già dal gennaio del 2011, il fior fiore della letteratura anglo-americana.
Nel palmares del gruppo, che conta 115 iscritti, si riscontrano infatti romanzi di Oscar Wilde, come “The importance of Being Ernest” (“L’importanza di chiamarsi Ernesto”) e racconti di Edgar Allan Poe come “The Murders of The Rue Morgue” (I delitti – o, variamente tradotto in Italia – Gli assassinii della Rue Morgue), per poi passare attraverso il capolavoro di Conrad, “Heart of Darkness” (“Cuore di tenebra”), o di Fitzgerald, “The Great Gatsby” (“Il Grande Gasby”), oppure, ancora, di Salinger, “The Catcher in the Rye” (“Il giovane Holden”).
La formula è molto semplice. La conduttrice dei gruppi di lettura in inglese Jennifer Moscovitch alcuni giorni prima della riunione spedisce delle domande o delle tracce ai partecipanti, i quali, dunque, avranno tutto il tempo per focalizzarsi sui temi individuati dalla tutor. L’altro ieri sera, per il libro di Lessing sono stati 10 i temi indirizzati, che, in poco più di un’ora, sono stati analizzati sotto vari aspetti. Il gruppo di lettura di inglese, ora già alle prese con “Dubliners” (“Gente di Dublino”) di Joyce, tornerà a riunirsi l’8 novembre, alle 19. «Voglio fare pratica», spiega Agata Palka, 36 anni e laurea in Lingue e letterature straniere, una delle partecipanti all’incontro di martedì scorso. «Ma vengo qui anche perché così leggo più libri e assisto a più scambi di opinioni. E poi è importante che si esponga pubblicamente». Megan Johnson, invece, coetanea di Palka, è madrelingua inglese, essendo di origini statunitensi. «Ho aderito all’iniziativa», sottolinea, «anche perché da un lato il livello dei dibattiti è di tipo universitario, mentre dall’altro c’è un clima familiare». Per Emiliano Colella, 62 anni e di professione traduttore, lo scopo «è quello di praticare l’inglese il più possibile, visto che al momento sto viaggiando di meno. Mi piacerebbe, però», fa notare Colella, «che durante gli incontri si drammatizzassero i testi, leggendo». Un veterano dei gruppi filo-anglofoni è poi l’avvocato, ora in pensione, Ettore Pellecchia, 71 anni, che già negli anni ’80 aveva formato il circolo Britannia. «Ho un interesse verso la lingua inglese come fine in sé», osserva, «e mi dispiacerebbe perdere l’inglese solo perché vivo a Pescara».
Nella biblioteca Di Giampaolo di via Tiburtina 91 i gruppi di lettura sono altri due: uno di italiano, sorto nel 2013 e condotto da Nadia D’Onofrio, dipendente dell’Agenzia per la promozione culturale, al quale in media partecipano 15-25 persone, e un altro di tedesco, nato nel 2014 e diretto da Elenza Rozzi, di madrelingua tedesca, al quale prendono parte dalle 4 alle 7 persone. Per il primo, il prossimo appuntamento è fissato al 18 ottobre, sempre in biblioteca, alle 19; per il secondo, il 25 ottobre, alle 18.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

