Romito: «Campus di alta formazione: ora serve l’intesa»

10 Novembre 2021

Lo chef stellato in audizione: accetteremo i fondi regionali solo a patto che vi sia unanimità di tutte le forze politiche

L'AQUILA. «Quando parliamo del Campus di alta formazione e ricerca, parliamo di sostenibilità, di responsabilità, di visione del ruolo che l’Italia vuole assumere nel mondo attraverso il cibo. Parliamo del futuro possibile e del rinnovato benessere che desideriamo offrire alle generazioni future, che ogni venerdì ci stimolano con le loro manifestazioni». Lo chef Niko Romito, tre stelle Michelin, è stato ascoltato in audizione dalla commissione Bilancio del Consiglio regionale dell’Abruzzo che lo ha convocato per presentare nel dettaglio il progetto relativo al Campus di ricerca in progetto a Castel di Sangro. Un'iniziativa di ricerca che prevede un investimento di 7 milioni di euro, volti a realizzare – anche fisicamente – un centro di eccellenza in Abruzzo con la partnership dell’Università La Sapienza di Roma, attraverso il dipartimento di Scienza e nutrizione. Un progetto ambizioso che prevede anche l’attivazione di master di I livello per 30 allievi e formazione specifica di 50 allievi l’anno, e la nascita di un percorso di studi che formerà una nuova figura professionale, il “manager della ristorazione collettiva”. Un progetto ambizioso che prevede anche l’attivazione di master di I livello per 30 allievi e formazione specifica di 50 allievi l’anno, e la nascita di un percorso di studi che formerà una nuova figura professionale, il “manager della ristorazione collettiva”. Non solo, Romito ha posto anche l'accento sulla sostenibilità delle sue iniziative, anche come segno di qualità legata al made in Italy.
«Dopo venti anni di successi professionali, di riconoscimenti ed esperienze internazionali», ha detto lo chef in Commissione, «abbiamo maturato le competenze, le metodologie applicative e formative, le collaborazioni universitarie e imprenditoriali per creare il luogo dove quotidianamente questi temi saranno al centro della riflessione accademica, della trasmissione di sapere, della ricerca per innovare processi e prodotti da offrire al mercato, non solo italiano».
Nel suo intervento, Romito ha cercato di mettersi alle spalle mesi di polemiche in seno al Consiglio regionale. «I fondi che il Consiglio regionale deciderà o meno di conferire al Campus ho fiducia che siano stanziati grazie ad un’ampia convergenza delle forze politiche di maggioranza e di opposizione», ha sottolineato. «Non ritengo giusto consentire che questa iniziativa possa essere considerata frutto della volontà di una sola parte politica. Non può avere colore, se non quelli dello stemma della Regione Abruzzo. Se non ci fosse un’ampia condivisione, ringraziando chi ha promosso questa iniziativa, ribadisco l’indisponibilità del mio gruppo ad accettare i fondi regionali. O il Campus è un progetto in cui crede la Regione Abruzzo nella sua dimensione più larga o sarà un progetto che vedrà la luce ugualmente ma in modo totalmente indipendente». Ottimista, in merito alla convergenza di intenti, il capogruppo di Fratelli d'Italia, Guerino Testa.
«Di fronte a cotanta maestria di contenuti, di merito e di obiettivi – a tutto vantaggio della nostra regione – finalmente abbiamo assistito, in aula, all’accoglimento unanime di un progetto pregevole», ha assicurato, «il primo in Italia capace di affrontare i grandi temi – dal cibo sostenibile e dalla sostenibilità economica ed ecologica all’economia circolare, dalla riduzione degli sprechi alimentari alla formazione dei più giovani ad una corretta alimentazione – oramai essenziali se vogliamo dare una chance di futuro alla Terra, partendo anche dal nostro Abruzzo».
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