Romito vince il Tastevin Ais con il Pecorino Casadonna

26 Settembre 2017

PESCARA. Un Pecorino in quota, un Pecorino di nicchia. Un progetto cominciato con la vendemmia 2014 che oggi ottiene importanti riconoscimenti. Il Pecorino Casadonna, nato dalla condivisione di una...

PESCARA. Un Pecorino in quota, un Pecorino di nicchia. Un progetto cominciato con la vendemmia 2014 che oggi ottiene importanti riconoscimenti. Il Pecorino Casadonna, nato dalla condivisione di una sperimentazione vitivinicola dello chef tristellato Niko Romito e dell'azienda Feudo Antico, presieduta da Vittorio Di Carlo, si aggiudica un altro bel riconoscimento, conferito dalla Associazione Italiana Sommelier (AIS) che già lo ha premiato nella corrente edizione della guida. «Con grande piacere desidero comunicarvi che, oltre al riconoscimento dell’eccellenza delle Quattro Viti sulla nostra Guida Vitae 2018 la vostra azienda sarà una delle 22, selezionate in tutta Italia, che quest’anno riceveranno il Tastevin AIS» scrive il presidente nazionale Antonello Maietta. Il premio è legato ad una specifica motivazione, spiega l'AIS, e viene assegnato a quei vini - uno per territorio regionale - che «hanno contribuito a imprimere una svolta produttiva al territorio di origine, che rappresentano modelli di riferimento di indiscusso valore nella rispettiva zona, o che hanno strappato all’oblio e riportato all’attenzione del settore vitigni dimenticati».
Il Pecorino Casadonna, sul mercato con l'annata 2015, viene prodotto da un ettaro di vigneto adagiato accanto all'ingresso del ristorante di Romito a Castel di Sangro, ad 864 metri di altezza, e viene congedato dalla cantina in 4.000 bottiglie.
La consegna del premio avverrà a Milano, contestualmente alla presentazione ufficiale alla stampa e ai rappresentati istituzionali dell’Associazione Italiana Sommelier, il 21 ottobre, alle ore 11, nello spazio The Mall del grattacielo Diamond Tower, lo stesso luogo dove alle ore 14 inizierà la grande degustazione dei 500 vini selezionati in Italia dalla guida Vitae 2018.
Giorgio D’Orazio
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