«Rondò pericoloso sul crocevia Manoppello-Serra»

20 Novembre 2014

MANOPPELLO. L'ex assessore all'Urbanistica della passata amministrazione di Giorgio De Luca, Giovanni Terreri solleva riflessioni sul progetto della strada 539, il cui secondo lotto è stato da poco...

MANOPPELLO. L'ex assessore all'Urbanistica della passata amministrazione di Giorgio De Luca, Giovanni Terreri solleva riflessioni sul progetto della strada 539, il cui secondo lotto è stato da poco appaltato, di collegamento tra contrada Pozzo e il bivio Manoppello- Serramonacesca. Un lavoro che impegna cifre di milioni di euro, per migliorare l’attuale viabilità non più in grado di soddisfare la domanda di percorrenza degli automobilisti.

Terreri si concentra su una rotatoria programmata proprio su quel crocevia, le cui strade sono caratterizzate da una forte pendenza, in modo particolare quella verso la Fornace (8%).

«Ciò costituisce un pericolo per la sicurezza di chi lo percorrerà» annota Terreri «a causa della gelate che nei mesi inverni interessano il fondo stradale. L'intervento di miglioramento della viabilità» prosegue l’ex assessore «si può ottenere con interventi meno impattanti e soprattutto meno costosi, agevolando la percorribilità di un tratto stradale interessato da due curve a gomito e dalla strettoia del ponte di contrada Pozzo con l'allargamento della sede carreggiabile». Terreri auspica che il collegamento possa avere il più alto grado di sicurezza. Peccato però che i suoi suggerimenti arrivino a progetto ormai approvato e con l’appalto già assegnato.

Una variante al percorso, ammesso che questa sia possibile, prevederebbe tempi burocratici lunghissimi con il rischio di perdere i lavori. Certo è che gli interessati possono riflettere su quanto afferma l'ex assessore e magari dire la loro sulla fattibilità delle proposte. C’è da tener conto che il terreno, in quella zona, si presenta impervio, con tante preesistenze come i quattro edifici a ridosso della strada che ostacolerebbero ampliamenti di carreggiata, doppi tornanti e forti pendenze. I progettisti forse hanno già tenuto conto di questi presupposti?

Walter Teti

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