Rosini: sono al terzo mandato, mia figlia vuole essere come me

14 Maggio 2023

CARPINETO DELLA NORA. «Io sono sindaco al terzo mandato, sono mamma e sono anche nonna». Donatella Rosini guida un piccolo comune, Carpineto della Nora: «In paese non mi chiamano sindaco ma Donatella,...

CARPINETO DELLA NORA. «Io sono sindaco al terzo mandato, sono mamma e sono anche nonna». Donatella Rosini guida un piccolo comune, Carpineto della Nora: «In paese non mi chiamano sindaco ma Donatella, siamo una come una grande famiglia ed è stato un bene crescere i figli in un piccolo centro con tanta umanità tra le persone», racconta lei, mamma di due figli ormai grandi, Francesca di 30 anni e Lorenzo di 29. «E poi», sottolinea il sindaco, «c’è il nipotino Edoardo che ha quasi due anni, per la precisione 20 mesi».
Anche in un paese, destreggiarsi tra lavoro e famiglia non è proprio una passeggiata: «Una donna deve essere sempre multitasking: è tipico delle donne», osserva Rosini, «essere sempre diverse a seconda del momento e delle situazioni».
Impiegata in una ditta privata, Rosini ha lasciato il lavoro per accudire i figli appena nati: «Quando sono nati Francesca e Lorenzo, mi sono licenziata per fare la mamma a tempo pieno. Sono stata fortunata perché ho potuto crescere i figli grazie all’apporto di mio marito: insieme abbiamo costruito la nostra famiglia e siamo stati entrambi presenti». Poi, con i figli ormai cresciuti è arrivata la passione per la politica: in municipio Rosini è una presenza fissa visto che, prima di essere eletta sindaco, è stata per 5 anni anche vice sindaco. «È chiaro che, quando aumentano gli impegni extra familiari, il tempo per i figli diventa limitato», spiega il sindaco, «ma quello che conta è la qualità: quando sei presente, bisogna esserlo a massimo».
Una mamma sindaco è un esempio: «Le nuove generazioni», dice Rosini, «sono lo specchio di quelli che le educano: ciò che i ragazzi vedono, lo interiorizzano e lo assorbono e poi mettono in pratica quei comportamenti. In questi anni al servizio della collettività, il complimento più bello me l’ha fatto mia figlia: mi ha detto “voglio essere una mamma proprio come te”. Sono le parole più belle che potessi sentire perché significano che ho fatto bene. E dire che sono stata una mamma spartana: chiedevo tanto ai figli ma, alla luce di come sono cresciuti, devo dire che ho fatto bene. Adesso, invece, faccio la nonna: niente ramanzine», conclude, «posso concentrarmi a viziare il mio nipotino». (p.l.)