Rossi: attenti alle parole che si usano

PESCARA. «Nel processo penale sono in gioco valori fondamentali dell’individuo: onore, reputazione e libertà personale. Nessuno può chiedere a magistrati e giornalisti di non fare con incisività il...
PESCARA. «Nel processo penale sono in gioco valori fondamentali dell’individuo: onore, reputazione e libertà personale. Nessuno può chiedere a magistrati e giornalisti di non fare con incisività il loro mestiere, ma bisogna vedere quali parole si usano, che rapporto c’è tra la narrazione dei media e il processo penale».
Il procuratore aggiunto presso il Tribunale di Roma Nello Rossi, reduce da inchieste importanti come quella più recente di Roma Capitale, va dritto al sodo: «Può capitare a chiunque di essere indagato, è accaduto anche a me. Ma solo il processo è il momento in cui si può raggiungere la verità. Oggi invece si raccontano le indagini, non i processi e questo è l’effetto negativo della lunghezza dei processi. Ma giornalisti e magistrati devono adottare nuove regole. Presi individualmente magistrati e giornalisti sono soggetti deboli e vanno tutelati, ma non sono più deboli rispetto al singolo cittadino su cui invece possono esercitare il loro potere: da un lato dunque vanno responsabilizzati, dall’altro tutelati, è importante disciplinare questo equilibrio». Discorso a parte le intercettazioni: «Bisogna introdurre sanzioni economiche molto severe per i giornali che pubblicano le intercettazioni non efficaci ai fini delle indagini».

