Ruba un telefono e picchia la commessa

Il 27enne è stato arrestato dalla polizia. La vittima: «Mi ha stretto il collo e tirata per i capelli. Ora ho paura che torni»
PESCARA. Ha fatto di tutto per recuperare il cellulare che le era appena stato rubato. Ma il ladro ha reagito ferocemente, afferrando la giovane per il collo e per un braccio. Poi l’ha strascinata fuori dal negozio tirandola per i capelli. A quel punto è fuggito via, con il telefono rubato in tasca, e non ha risparmiato calci e pugni a chi cercava di fermarlo. Solo i poliziotti della squadra volante sono riusciti a bloccarlo, per poi arrestarlo per rapina aggravata.
Il balordo è un ivoriano di 27 anni che ieri mattina ha fatto visita a due negozi, in corso Vittorio Emanuele. Il primo è stato il punto “Fastweb”, dove ha cercato di rubare dei cellulari in esposizione. Ha dovuto rinunciare perché erano assicurati ai cavi di sicurezza per cui ha preso dei telefonini finti e si è allontanato. Quando ha capito di aver rubato del materiale inutile è tornato nel negozio “Fastweb” e ha lanciato sul bancone la refurtiva, urlando qualcosa al commesso in lingua straniera.
Non ha abbandonato l’impresa. Ha raggiunto il punto vendita della “Vodafone”, sempre sul corso, all’angolo con via Genova. Erano le 9.16, racconta Sara, la commessa 26enne che è stata aggredita dal malvivente. «Voleva prendere uno dei telefonini in esposizione, che sono veri e utilizzabili ma sono assicurati alle nostre strutture, per evitare furti». A quel punto ha spostato la sua attenzione altrove, sul cellulare della commessa, appoggiato su una scrivania. «Su quel telefono ho tutto e costa un bel po’», spiega la giovane. «Ecco perché ho provato a fermare il ladro, chiedendogli cosa stessa facendo. Ma probabilmente non capisce l’italiano. Ha infilato l’Iphone in tasca e mi ha messo le mani addosso, stringendomi il collo e prendendomi per un braccio. Mi ha fatto sbattere alla porta di ferro e mi ha tirata fuori per i capelli. A quel punto ho deciso di lasciarlo andare via». Era turbata e piangeva e ha capito che sarebbe stato meglio non opporre resistenza. Il collega della commessa ha provato a fermare il rapinatore mentre fuggiva ma è stato colpito «con un cazzotto e con un calcio», prosegue Sara.
L’africano «ha attraversato la strada e si è diretto verso la stazione ferroviaria ma la pattuglia della polizia era in zona e lo ha bloccato rapidamente».
Non è piacevole ricordare quegli istanti, per Sara, e pensare allo «sguardo minaccioso» del 27enne. Anche perché con il passare delle ore il dolore si è fatto sentire sempre più, a livello fisico, e la giovane ha continuato a lavorare con l’intenzione di raggiungere l’ospedale nel pomeriggio. «È terribile che uno sconosciuto ti tratti così. Penso che abbia dei problemi e spero che si curi, perché non è giusto che ci rimettano altre persone come me. Ora ho paura che torni», commenta la 26enne. Le urla della giovane hanno attirato l’attenzione dei commercianti della zona e uno di loro ha indicato alla sala operativa della questura la via di fuga dell’ivoriano. Un automobilista che ha assistito alla scena ha fermato la corsa e ha cercato di fermare il rapinatore.
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