Rubano 8 quintali di rame al cementificio: arrestati

I carabinieri riescono a cogliere sul fatto cinque ladri dopo ore di appostamenti La banda, romeni residenti a Vasto, stava per portare via 47 matasse di oro rosso
PESCARA. Fiuto, memoria, pazienza, gioco di squadra e i carabinieri incastrano cinque ladri cogliendoli con le mani nel sacco, ovvero all’ex inceneritore di via Raiale mentre rubano rame, accumulandone ben otto quintali per un valore di circa seimila euro.
In manette il 31enne Paun Ciprian, Remus Vasile Blanariu di 38 anni, Sile Marian Comardici di 30, Costel Plescan 35, e Ionel Closca, 37 anni, residenti a Vasto.
Tutto è iniziato domenica sera intorno alle 22, quando una pattuglia in borghese del Nucleo operativo e radiomobile di Pescara ha notato lungo via Aterno una Mercedes nera con cinque persone a bordo. Apparentemente nulla di insolito o strano, ma gli uomini dell’Arma passando oltre si sono ricordati che quella auto, o comunque una di quel tipo e colore, era stata segnalata in altre circostanze come mezzo utilizzato da malviventi per furti e reati simili. Così la pattuglia ha fatto inversione e a debita distanza ha seguito la macchina, che ha imboccato via Raiale in direzione Chieti e, giunta all'altezza dello svincolo del cavalcavia dell'Asse attrezzato, ha imboccato la stradina che conduce al canile municipale. Percorso un centinaio di metri, la Mercedes si è fermata, e così la pattuglia, che si è appostata in posizione da poter osservare i movimenti dei cinque. In quattro sono scesi dal mezzo e si sono diretti verso il muro di cinta del cementificio. L'autista invece è rimasto alla guida e ha percorso la strada a ritroso, fermandosi poco più avanti: probabilmente il suo ruolo a quel punto era quello di “palo”.
Sempre pedinati dai militari, i quattro sono riusciti a entrare all'interno del cementificio dove, dopo aver tirato fuori arnesi e cesoie e senza accorgersi minimamente di essere osservati, hanno cominciato a tagliare cavi elettrici di rame, spellarli della guaina di plastica e accatastarli.
Essendo ormai più che chiare le intenzioni dei malviventi i carabinieri hanno chiesto rinforzi e altre due pattuglie sono arrivate e si sono appostate, circondando l'edificio. Dopo una lunghissima attesa per i militari e ore di intenso “lavoro” per i ladri, intorno alle 4 del mattino il bottino era pronto e i malviventi sono usciti dallo stabilimento con numerose matasse di rame già pulito pronte ad essere caricate sull'auto. E a quel punto è scattata la trappola: gli uomini del Nor appostati all'interno del cementificio sono venuti allo scoperto immediatamente insieme all’altro equipaggio allertato nel frattempo. I carabinieri li hanno arrestati tutti con l'accusa di furto aggravato in flagranza, recuperando 47 matasse di rame. Commentando l'operazione, il maggiore Claudio Scarponi e il tenente Antonio Di Dalmazi, hanno ricordato «i danni economici esponenziali e significativi» derivanti dai furti di rame, causa di problemi ad esempio, nella erogazione di servizi. I 5, dopo la convalida del fermo e il rinvio del processo per direttissima, sono stati scarcerati con l'obbligo di dimora.
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