«Rubano bici costose anche dentro le case»

16 Marzo 2017

PESCARA. A parlare dei continui furti di biciclette che colpiscono con insistenza la nostra città, è Michele Mastandrea, conduttore radiofonico e ideatore della pagina Facebook “Bici rubate”, che a...

PESCARA. A parlare dei continui furti di biciclette che colpiscono con insistenza la nostra città, è Michele Mastandrea, conduttore radiofonico e ideatore della pagina Facebook “Bici rubate”, che a oggi registra già 3134 mi piace.

Pensa che sia utile la sua pagina?

«Ritrovamenti ce ne sono stati grazie a “Bici rubate”: si parla di cifre irrisorie da quando, due anni fa, ho pensato di aprire la pagina, specialmente se consideriamo il numero elevato di furti e atti vandalici che si sono verificati in città. Grazie al supporto di fotografie e al sostegno da parte di chi crede che Internet possa servire anche a mettere in contatto tutte le persone che hanno a cuore una questione in particolare, come nel nostro caso, ritengo che la pagina abbia comunque la sua utilità, con lo scopo di aiutarci l’un l’altro il più possibile»

Quali sono i tipi di furti più frequenti?

«Sicuramente, si verificano di più quelli di biciclette vecchie, di poco valore, a opera di tossici e disperati, i quali poi le rivendono sul mercato nero a pochi soldi. Oltre alle passeggiate di piacere, amo fare anche escursioni con bici adeguate a questo tipo di sport, tra l’altro molto costose, e parlando con un mio amico ho saputo di furti più mirati anche all’interno delle abitazioni, proprio per bici che hanno prezzi abbastanza elevati».

Quali sono i luoghi e le città prese di mira dai ladri di biciclette?

«Pescara sicuramente è una città che subisce fenomeni di questo tipo, specialmente nella zona centrale, ma mai come a Bologna, ormai conosciuta come la patria del furto di biciclette. I cittadini, proprio per questo motivo, vanno in giro con due ruote che costano una sciocchezza».

Secondo lei, che cosa si potrebbe fare per cercare di arginare il più possibile questo fenomeno così diffuso?

«E’ un po’ come parlare dei virus in un computer: il lavoro vero e proprio lo svolgono le forze dell’ordine che cercano di aiutare i cittadini più che possono, ma la sicurezza totale non c’è, per cui ognuno di noi deve essere consapevole che un po’ bisogna “proteggersi” da soli di fronte a simili atti di inciviltà. La prima regola è non lasciare mai la bici fuori di notte. Se invece è di giorno, dovremmo cercare di lasciarle, ben legate, in posti controllati dove si evidenziano meno queste situazioni. Per il resto, bisogna incrociare le dita». (f.d.a.)

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