Rubato il defibrillatore del Sambuceto Rugby

SAN GIOVANNI TEATINO. È stato un pomeriggio orribile, quello di ieri, per il Sambuceto Rugby. La Club house del rugby della Cittadella dello Sport di San Giovanni Teatino ha ricevuto la visita dei...
SAN GIOVANNI TEATINO. È stato un pomeriggio orribile, quello di ieri, per il Sambuceto Rugby. La Club house del rugby della Cittadella dello Sport di San Giovanni Teatino ha ricevuto la visita dei ladri che hanno portato via il defibrillatore, un computer e una stampante. Durante la permanenza nella struttura comunale i ladri hanno messo tutto a soqquadro ed entrare in quei locali non deve essere stato affatto piacevole per i rappresentanti del Sambuceto Rugby, così come non è stato piacevole scoprire della scomparsa del defibrillatore. «Per noi è un problema», dice sconfortato il presidente del Sambuceto Rugby, Antonio Angelone, «perché il defibrillatore deve esserci durante gli allenamenti e durante le partite» e un investimento del genere, per acquistare un nuovo apparecchio, non era affatto previsto. Né appare agevole preventivare un acquisto immediato.
L’episodio è stato subito reso pubblico su Facebook. «Rubare un computer e una stampante è da pezzenti», è stato scritto pubblicando le foto dei locali in disordine. «Ma rubare il defibrillatore è da delinquenti. Sono certo che chi ha fatto questo gesto leggerà questo post. E devi sapere che prima o poi ti prenderanno».
In tanti hanno espresso solidarietà al Sambuceto Rugby, su Facebook, e qualcuno ha anche proposto di «organizzare subito una colletta» per rimediare al furto. Qualcuno, invece, si è offerto come «guardiano notturno molto economico». E tra le telefonate ricevute c’è anche quella dell’assessore comunale Roberto Ferraioli.
Non è chiaro quando sia stato messo a segno il furto. Nella struttura non c’è stato nessuno da domenica pomeriggio fino a ieri, attorno alle 18. Ed è stato sufficiente forzare una porta laterale per entrare, sapendo che non ci sono né telecamere né sistema di allarme. Seppure dispiaciuto Angelone avverte che «dobbiamo continuare a fare attività per i nostri 120 ragazzi. E non ci fermeranno». (f.bu.)

