Ruggero rilancia le accuse e sbeffeggia il sindaco

1 Ottobre 2015

Il capo dell’opposizione già indagato per diffamazione dopo il caso Pinocchio torna a fare satira contro Maragno: aumenta le tasse e svende la farmacia

MONTESILVANO. La satira ancora protagonista della politica. A distanza di meno di un anno dal manifesto 6x3 affisso in città contro il sindaco Francesco Maragno, paragonato a Pinocchio, una nuova irriverente caricatura è spuntata ieri sul profilo Facebook del consigliere comunale Lino Ruggero, a firma di Abruzzo Civico e Montesilvano Democratica. Non pago della querela ricevuta da sindaco proprio alla vigilia di Natale, che nel mese di febbraio si è trasformata in un’accusa per il reato di diffamazione aggravata, l’ex sfidante sconfitto torna ad attaccare il sindaco a colpi di amare risate. La vignetta, per il momento pubblicata solo sul social network, ritrae questa volta il primo cittadino nei panni di un farmacista che mostra sorridente due scatole di «Maragnolox – competenza supposta». A corredo dell’immagine anche un breve testo: «Attenzione l’amministrazione prolungata può provocare effetti collaterali e indesiderati come l’aumento dei buoni pasto, l’aumento del trasporto scolastico, il pagamento della spazzatura di 2 anni in 6 mesi». Il riferimento è alla rimodulazione delle tariffe della refezione scolastica e del costo del pulmino – che vedono ancora oggi le famiglie sul piede di guerra – e alla decisione dell’amministrazione di far pagare la Tari 2014 nei primi mesi del 2015 e quella dell’anno in corso da settembre a dicembre. Frecciatina anche sulla decisione della giunta di esternalizzare la gestione della farmacia comunale: «Maragnolox non è un medicinale», si legge ancora nel manifesto, «mon si vende in farmacia, in special modo in quella comunale. Leggere il programma elettorale prima del riuso. Se ne sconsiglia l’amministrazione alle famiglie non abbienti e ai cittadini consapevoli».

Appare difficile che la nuova vignetta possa suscitare l’ilarità di Maragno che alla vista del primo manifesto, che lo ritraeva con il naso lungo da Pinocchio, non ha esitato a denunciare Ruggero, che a febbraio è stato indagato per diffamazione aggravata ottenendo come legale d’ufficio, ironia della sorte, proprio la moglie del sindaco Cristina Di Giovanni che ha poi rifiutato l’incarico.

«Sono sereno perché i manifesti non hanno nulla di offensivo», commenta Ruggero, «si tratta di semplice satira politica. Dopotutto facciamo parte dell’opposizione e il nostro ruolo è quello di denunciare ciò che non va. Il nostro obiettivo è spiegare ai cittadini che finora le promesse fatte in campagna elettorale sono rimaste solo sulla carta e che, al contrario, molte delle decisioni prese vanno a penalizzare proprio le tasche dei montesilvanesi». Tra i vari esempi il consigliere cita la recente decisione di far pagare l’utilizzo, finora gratuito, delle sale comunali. «Per chi vuole affittare per sole due ore nei festivi la sala Di Giacomo arriva a costare fino a 227,50 euro», evidenzia, «mentre 245 euro per le sedi delle delegazioni comunali e 175 euro per la Sala consiliare e per quella del Tricolore. Cifre da capogiro che non sostengono le iniziative culturali».

«I consiglieri Ruggero e Rossi», replica però l’assessore Leo Brocchi, «dimenticano che il regolamento su cui oggi puntano le loro censure qualunquistiche è stato approvato con i voti favorevoli di maggioranza e opposizione sia in commissione che in Consiglio comunale. Avrebbero potuto sollevare le loro perplessità durante la fase di approvazione del regolamento», evidenzia l’assessore suggerendo al gruppo di Ruggero la nuova dicitura di «Abruzzo Cinico».

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