Ruggieri (Lega) e il consiglio comunale sul Gigiotto

28 Settembre 2018

CITTà SANT’ANGELO. Il tentativo fallito di fermare la vendita del parco Gigiotto, sbloccata lunedì scorso dalla variazione urbanistica approvata in consiglio comunale, continua a far discutere la...

CITTà SANT’ANGELO. Il tentativo fallito di fermare la vendita del parco Gigiotto, sbloccata lunedì scorso dalla variazione urbanistica approvata in consiglio comunale, continua a far discutere la minoranza. Roberto Ruggieri, consigliere delle Lega, non accetta il ruolo di capro espiatorio e in una nota denuncia «atteggiamenti nei miei confronti che hanno il solo intento di screditarmi».
In consiglio, la maggioranza ha perso il voto di Ignazio Prantese durante i lavori sull’operazione Gigiotto: il consigliere Pd, senza prendere la parola per dare spiegazioni, ha lasciato l’aula. La minoranza avrebbe potuto far mancare il numero legale alla seduta lasciando l'aula ma, secondo i consiglieri Carlo Ciabarra (M5S) e Pierpaolo Di Brigida (Sinistra Italiana), Ruggieri non sarebbe stato d’accordo.
«I fatti in consiglio comunale sono andati in maniera diversa», puntualizza il consigliere della Lega. «Ciabarra e Di Brigida aspettavano me? Ciabarra era al mio fianco, non mi ha né proposto né tanto meno indicato la sua intenzione di uscire e, di conseguenza, la mia eventuale sortita solitaria dall’aula non avrebbe portato a nessun risultato. Quindi basta con questa volontà di delegittimare il mio operato».
Ruggieri poi attacca, senza nominarli esplicitamente, i consiglieri del gruppo SiAmo Lucia Travaglini e Matteo Perazzetti: «Alcuni consiglieri hanno perso l’occasione di tacere per la magra figura che hanno fatto non votando ed uscendo dall’aula. Perché lo hanno fatto? Due sono i motivi: o hanno fatto una sceneggiata, e di fatto non volevano votare contro, oppure non conoscono i regolamenti consiliari». Interrompendo i lavori del consiglio per l’assenza del numero legale, intende dire Ruggieri, la maggioranza avrebbe comunque avuto la seconda convocazione il giorno successivo per approvare in totale autosufficenza il provvedimento.