Russo contro Luciani: da lui attacchi sessisti, io migliorerò la città

28 Settembre 2024

Il sindaco risponde all’ex amministratore deciso a ricandidarsi: ho rifiutato di fare il suo burattino, con lui si va verso il dissesto

FRANCAVILLA. «Non sono stata io a tradire Antonio Luciani, ma è lui che ha tradito Francavilla». A parlare, stavolta, è il sindaco della città Luisa Russo, attaccata dall'ex primo cittadino, che ha annunciato di essere pronto a ricandidarsi, proprio contro di lei. «La notizia non mi sorprende», attacca Russo. «Dopo la batosta presa alle ultime elezioni regionali, un fallimento che vorrebbe imputare a me e alla mia squadra, ora è accecato dalla ricerca di una poltrona. Da provare a trovare adesso in Comune, unica possibilità che gli rimane, rivendendosi la favoletta dell'amore per la città». E aggiunge: «Da mesi ricevo attacchi pubblici e pretenziosi, conditi da numerose fake news. Qualche giorno fa ha rilasciato dichiarazioni sessiste, sostenendo che io non vengo contestata solo perché donna, ed è arrivato a tirare in ballo membri della mia famiglia con epiteti decisamente al limite della diffamazione».
Poi il primo cittadino spiega il perché, a suo dire, di tale comportamento: «Il motivo è personalistico. Nel 2019 si era proposto come segretario regionale del Pd e poi, alle ultime due elezioni regionali del 2019 e 2024, avrebbe voluto sfidare Marco Marsilio come candidato presidente al posto prima di Giovanni Legnini e poi di Luciano D’Amico, ma ha miseramente fallito in tutte le occasioni. Per ripicca e nella speranza di ottenere un posto sul carro del vincitore, ha deciso di passare dall’altro lato della barricata, candidandosi a sostegno del governatore di FdI, da lui sempre contestato in precedenza. Gli elettori, ovviamente, non hanno premiato questo repentino cambio di casacca. Lo stesso voltafaccia lo aveva fatto nel 2011, quando voleva candidarsi a sindaco con il PdL, salvo poi passare al centrosinistra nel momento in cui il centrodestra gli chiuse la porta». E aggiunge: «Ora mi accusa di averlo tradito perché mi sono rifiutata di seguirlo alla corte di Marsilio. La verità è che è rimasto molto deluso nello scoprire che non sono mai stata il suo burattino: ho fatto una precisa scelta di campo, rimanendo leale ai principi e alla coalizione di centrosinistra, senza tradire il mandato degli elettori, che hanno preferito me al candidato di centrodestra». Poi affonda: «La nostra rottura è avvenuta per la sua lotta alle poltrone, iniziata già dalla formazione della giunta. Voleva che lo seguissi nelle sue scelte scellerate così da poter continuare ad amministrare. Ma così non è stato e mentre lui continua, sulla stampa e sui social, a dipingere Francavilla con i termini più dispregiativi, io continuo a lavorare per migliorare la nostra città e per porre rimedio ad alcuni gravi errori fatti in passato e tenuti da lui ben nascosti».
Riferimento, tra le altre cose, al bilancio comunale «per il quale ha ricevuto più avvertimenti dalla Corte dei Conti tenuti nel cassetto e ha continuato a proporre soluzioni che oggi ci avrebbero portato al dissesto. Mentre noi abbiamo intrapreso un percorso che ha portato al risanamento della Risco». Poi sulle opere: «Non mi piace intestarmi paternità o maternità, appartengono alla collettività. È vero che il ponte l'ha iniziato lui e noi lo stiamo portando avanti, ma allo stesso tempo abbiamo rifatto piazza Sirena, il porto, il lungomare, i marciapiedi e tanti altri interventi, grandi o piccoli, che servono a migliorare la qualità della vita delle persone». Un passaggio sull'urbanistica, finita al centro delle cronache con le palazzine sequestrate dalla procura: «Tenta di mistificare la realtà quando parla della convenzione fatta sotto il suo mandato, che ha permesso la realizzazione di enormi cubature sulla costa. Situazione a cui sto ponendo rimedio, con l'obiettivo di eliminare la possibilità di trasformare villette in palazzi nella zona più pregiata, in una visione di città diversa dalla sua». E chiude: «Provo grande malinconia nell’osservare il triste epilogo di un politico che, come amministratore, aveva conseguito anche buoni risultati (seppure con errori gravi). Vittima della sua stessa presunzione, la sua credibilità è ormai precipitata ai minimi storici».