Sì al piano di controllo della radioattività nell’acqua

5 Settembre 2018

PESCARA . Anche l’Abruzzo si adegua alle normative europee sul controllo delle sostanze radioattive nelle acque potabili. Lo fa attraverso l’adozione di una delibera da parte della giunta regionale,...

PESCARA . Anche l’Abruzzo si adegua alle normative europee sul controllo delle sostanze radioattive nelle acque potabili. Lo fa attraverso l’adozione di una delibera da parte della giunta regionale, che si ieri si è riunita all’Aquila sotto la presidenza di Giovanni Lolli, ed ha approvato, tra gli altri, il provvedimento relativo al “Programma regionale di controllo delle sostanze radioattive nelle acque potabili della Regione Abruzzo”. Si tratta, in pratica, del recepimento di una norma nazionale che a sua volta si rifà ai dettami europei (una direttiva dell’Euratom) che stabiliscono i «principi e i requisiti generali della legislazione alimentare individuando le procedure nel campo della sicurezza alimentare e disciplina, anche, tutte le fasi della produzione, trasformazione e della distribuzione degli alimenti e dei mangimi prodotti per gli animali destinati al consumo alimentare o ad essi somministrati».
Con il provvedimento licenziato ieri, l’esecutivo ha approvato il programma di controllo della radioattività nelle acque destinate al consumo umano predisposto dal Servizio sanità veterinaria, igiene e sicurezza negli alimenti, precedentemente inviato al vaglio del Ministro della Salute, che ha ritenuto che il programma, nel suo complesso, adeguato e sostanzialmente conforme alle prescrizioni normative nazionali ed europee. Il decreto legislativo 28/2016, in particolare, ha introdotto l’obbligo di controllare nelle acque potabili, oltre ai parametri di qualità convenzionali, anche il contenuto di eventuali sostanze radioattive, fissando anche i criteri e le metodologie di controllo. Il piano di monitoraggio della Regione Abruzzo, nell’ambito del controllo della radioattività naturale e artificiale nelle acque potabili, prevede la misura dei parametri indicati per i campioni di acqua prelevati presso le principali reti di distribuzione regionali che erogano acqua ad una quota significativa di popolazione.
L’analisi, condotta sui dati forniti dall’Arta e riferiti al triennio 2015-2017, ha evidenziato come le concentrazioni di particelle alfa e beta rilevate mediante scintillazione liquida nei campioni prelevati, siano basse e che tutte le misure effettuate hanno fornito risultati ben al di sotto dei limiti previsti. (c.s.)