«Sì alle fonti alternative contro la crisi energetica»

26 Maggio 2022

L’assessore Campitelli: «L’evento deve diventare un riferimento nazionale» L’ex ministro Pecoraro Scanio: «Bisogna potenziare le azioni a favore del green»

PESCARA. Con un interessante confronto a più voci sul tema “Industria, energia e fonti energetiche alternative” si è aperto ieri il primo Forum della Transizione energetica. Una giornata densissima di interventi, oltre a un paio di fuori programma, come la protesta di un collettivo femminile ad apertura dei lavori e la defaillance del ministro Cingolani, atteso nel pomeriggio in collegamento con l’Aurum dal World economic forum di Davos.
Dopo i saluti istituzionali del sindaco di Pescara Carlo Masci e del presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri, ha preso la parola per aprire i lavori l’assessore regionale Nicola Campitelli, forte sostenitore del Forum, che ha ribadito la volontà di farlo diventare punto di riferimento nazionale ed europeo sulla materia. A fare gli onori di casa, la giornalista Rai Monica Setta.
L’autorevole confronto di opinioni si è aperto con gli interventi di Livio De Santoli, professore di Energy management dell’Università La Sapienza di Roma, e Umberto Minopoli, presidente dell’Associazione italiana nucleare. Il primo ha messo al centro del dibattito il fondamentale ruolo della pubblica amministrazione, mentre Minopoli ha sottolineato che «i consumi elettrici sono destinati a gonfiarsi, man mano che aumenta la digitalizzazione. La risposta sta nel nucleare: noi l’importiamo dall’Europa, dove attualmente già rappresenta quasi il 25% di tutta l'energia prodotta». Non è dello stesso parere Gennaro Strever, che invece punterebbe senza indugi sul ritorno alle centrali idroelettriche, a suo parere più affidabili rispetto alle fonti rinnovabili. «Bisogna eliminare le centrali termiche», ha detto il presidente della Camera di commercio Chieti Pescara, «ma non vedo tra le priorità del governo le centrali idroelettriche, l’unica scelta che può salvare l’Italia. Un’energia sempre disponibile, anche senza sole o vento».
Per la prima tavola rotonda "Nuova energia e la sostenibilità del paese”, interventi di Maria Coronato (Direzione economia circolare, ministero Transizione ecologica), Paolo Arrigoni, (Commissione permanente Territorio, ambiente e beni ambientali Senato), Fabrizio Iaccarino, (Enel Italia, in collegamento) e Riccardo Toto, direttore generale Renexia-Toto Costruzioni, che ha ribadito l'importanza della “sburocratizzazione”: per la costruzione del parco eolico marino di Taranto, ha spiegato Toto, l’iter autorizzativo «ha richiesto 14 anni. Poi l’abbiamo costruito in un anno».
«Ora sembrano tutti ecologisti». Così ha esordito Alfonso Pecoraro Scanio, presidente Fondazione Univerde, che ha sottolineato l’importanza della misurabilità delle azioni intraprese e dei monitoraggio rapidi. L’ex ministro dell’Agricoltura ha poi consegnato il premio Green Pride a Rolando Marini, attivista di 80 anni che pianta alberi da quando ne aveva 10. A chiudere la mattinata, l’ex deputato verde Grazia Francescato, ha stigmatizzato il ritardo che dall’incontro sull’ambiente a Stoccolma nel 1972, continua ad accumularsi, nonostante l’allarme ormai condiviso.
Nella seconda parte, dedicata all’economia circolare, si sono succeduti sul palco l'assessore Isabella Del Trecco, che ha richiamato alla partecipazione la cittadinanza attiva e i giovani, poi in una tavola rotonda Giuseppe Savini, presidente Arap Abruzzo, Domenico Greco (ad Società Chimica Bussi), Michele Zilla (Cobat Ecofactory), Paolo Accastello (Sevel) e Manlio Cocchini (ad Ico-Industria). Interventi anche di Massimo Papa, presidente Ambiente Spa, Massimo Ranieri (Ecolan), Giuseppe Di Marco (presidente Legambiente), Patrizio Schiazza (segretario regionale Ambiente), Francesco Di Luca (Italfuid), Eleonora Rizzuto, coordinatore Goal Agenda 2030.
La giornata si è conclusa con l’incontro con Nicola Campitelli e Vannia Gava, sottosegretario di Stato per l'Ambiente, che hanno illustrato le politiche rispettivamente della Regione e del governo per abbandonare l’economia lineare a favore dell’economia circolare.