Sabbia nelle fogne Così è avvenuto lo sversamento

Francavilla. L’Aca spiega l’origine del divieto, già revocato E i lavori per il terzo depuratore slittano a fine anno
FRANCAVILLA AL MARE. È stato un eccessivo accumulo di sabbia nelle condutture fognarie a provocare, la settimana scorsa, lo sversamento di liquami in mare a Francavilla che come conseguenza ha poi avuto un divieto temporaneo di balneazione nel tratto di mare antistante il monumento ai Caduti nella zona della stazione ferroviaria. In seguito allo sversamento in acqua dei liquami il livello dei batteri fecali era schizzato molto in alto: non a caso, a fronte di un valore massimo pari a 200 per gli enterococchi e pari a 500 per gli escherichia coli, le risultanze delle analisi eseguite dall’Arta segnalavano valori oltre i limiti consentiti dalla legge con 10mila e oltre 24mila. A svelare quanto accaduto è Lorenzo Livello, vice direttore dell’Aca, l’azienda acquedottistica comprensoriale, che ha saputo dello sversamento solo dopo il risultato delle analisi dell’Arta: «Abbiamo registrato un problema di intasamento della fognatura a causa della sabbia trascinata da strade e marciapiedi. Nel refluo fognario ci sono milioni di escherichia coli, dunque da 500, che è il limite stabilito per legge, a qualche migliaio, ci vogliono pochi metri cubi di liquami. È un carico notevole di batteri, anche con pochi metri cubi. Se ci fosse stato il fermo dell’impianto di sollevamento con il telecontrollo ce ne saremmo accorti subito. Per le fogne ci rendiamo conto a fatto avvenuto, ma facciamo controlli e pulizie mensili delle fognature, poi basta la pioggia per creare intasamenti. Ogni anno prima della stagione balneare facciamo la programmazione della pulizia di tutto il lungomare, ma quest’anno ci sono state piogge con maggiore frequenza che hanno intasato le linee fognaria nonostante le pulizie effettuate». Da ormai una decina di anni Francavilla attende anche la realizzazione del tanto atteso terzo depuratore che dovrebbe risolvere i problemi della città, soprattutto in questi mesi estivi quando, con il vistoso aumento della popolazione, i due depuratori attuali fanno fatica a reggere tutto il carico. Purtroppo il progetto di realizzazione registra un nuovo rinvio rispetto alla pubblicazione del bando che era prevista entro la fine del mese scorso. Come spiega Livello, «c’è stato un nuovo ritardo con la Regione e l’autorità di bacino, ma la valutazione di incidenza ambientale fatta dalla Regione non ha scadenza, e l’impianto non ha subito modifiche sostanziali anche se risale a una decina di anni fa, quando ancora c’era l’Ato che se ne occupò. Abbiamo rivisto il progetto e l’abbiamo rifatto in base alle nuove normative regionali e alle prescrizioni dell’Arta, ora attendiamo l’approvazione del finanziamento e fare la procedura di gara. Senza sorprese da autorità bacino e Regione dovrebbero partire le procedure per l’appalto ed entro fine anno al massimo i lavori saranno appaltati e potrà aprire il cantiere».
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