Sala salva la faccia del Pd E Salvini “spara” su Parisi

20 Giugno 2016

ROMA. La valanga che ha travolto il Pd si ferma a Milano, dove Beppe Sala, l’uomo che ha guidato l’Expo, riesce a strappare sul filo di lana la vittoria all’ex city manager Stefano Parisi in una...

ROMA. La valanga che ha travolto il Pd si ferma a Milano, dove Beppe Sala, l’uomo che ha guidato l’Expo, riesce a strappare sul filo di lana la vittoria all’ex city manager Stefano Parisi in una città in cui quasi la metà degli elettori scelgono di non votare, fermando l’affluenza al 51,80%, e dopo una campagna elettorale in cui i due candidati sono apparsi politicamente intercambiabili. La roulette russa dei voti decreta, dopo i primi exit poll, un testa a testa tra il candidato di centrosinistra e il candidato di centrodestra, con un lieve vantaggio di Sala, dati confermati dalle proiezioni prima e dai dati reali poi.

Nella quarta proiezione di Ipr-Istituto Piepoli per la Rai, Sala è al 52,1% mentre Parisi è al 47,9%, mentre nella quarta proiezione di Quorum per SkyTg24 Sala è al 52%, Stefano Parisi al 48% . Con lo spoglio dei dati reali al 95% delle sezioni, Sala è in vantaggio in tutti i nove municipi della città con il 51,7% contro il 48,3% di Parisi.

«Ce l’abbiamo fatta» esulta Sala, che dopo mezzanotte posta sulla sua pagina Facebook una foto che lo ritrae con la scritta “Beppe Sala il sindaco di Milano”. Pochi minuti dopo Gabriele Albertini, ex sindaco di Milano, ammette la sconfitta di Parisi: «Questa sconfitta ha come causa il fatto che nel catalogo delle offerte la lista civica di Parisi, diversa dai partiti, sia stata oscurata e non adeguatamente spinta». I due contendenti erano staccati dopo il primo turno di appena cinquemila voti, con Sala in vantaggio con il 41,69 per cento. La sfida per la conquista di Milano si chiude poco prima dell’una. Dal suo comitato elettorale Sala ringrazia in diretta tutti coloro che hanno contribuito al suo successo e rende al suo avversario l’onore delle armi: «Mi ha appena chiamato Parisi per congratularsi, ho fatto i complimenti anche lui, ha fatto un grande risultato. C’è molta gioia e senso di responsabilità adesso dobbiamo riprendere il nostro programma e cercare di fare in modo che Milano possa avere ciò che abbiamo promesso».

Sala succede a Giuliano Pisapia che, dopo avere scelto il basso profilo durante la campagna elettorale per il primo turno, nella rincorsa finale verso il ballottaggio è sceso in campo per dare una mano al candidato scelto dal Pd: «Sala è il futuro, è un voto per Milano non sul premier».

Un appello agli indecisi che ieri hanno risposto alla chiamata alle urne, sommandosi agli elettori radicali di Emma Bonino e Marco Cappato, e di Basilio Rizzo, esponente storico della sinistra milanese, che nei giorni scorsi aveva dichiarato la sua intenzione di votare Sala «per impedire il ritorno della destra». Duro il leader leghista Matteo Salvini: «Ci avevano detto che era necessario avere un candidato moderato, che rassicurasse ma abbiamo visto che nelle periferie non c’è stata motivazione». Parisi futuro leader del centrodestra? «Già basta aver perso, mi sembra sufficiente».

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