Saldi, delusione tra i negozianti «Le vendite ridotte al minimo»

Gli esercenti parlano di situazione surreale: poche le persone in giro per la città per fare gli acquisti Ora c’è chi spera in una ripresa nel fine settimana. Richiesti al Comune sgravi sulla fiscalità locale
PESCARA. Strade deserte, negozi vuoti. I saldi si stanno rivelando deludenti, per i commercianti di Pescara. Colpa del Covid, che blocca a casa molti pescaresi e danneggia le attività. E per alcuni esercenti il Comune dovrebbe attivarsi per aiutare il settore. Ne è convinta, ad esempio, Alessia Iannelli, titolare del negozio Le Iannelli, con le sorelle Luisa e Amanda. «Speravamo nei saldi, anche se non siamo favorevoli agli sconti in questo periodo perché diventano “saldi di inizio stagione” e non sono più “saldi di fine stagione”. E poi non ci aspettavamo questo effetto del Covid. Abbiamo lavorato sabato scorso mentre questa settimana abbiamo incassato pochissimo. Ci salvano le vendite on line, con il nostro sito. I negozi sono vuoti e noi non siamo tutelati», commenta. Il riferimento è al Comune. «Noi di viale Regina Margherita non siamo calcolati, anche se ci sono negozi e ristoranti di un certo tipo. E quando vengono promossi degli eventi non siamo presi in considerazione. Eppure paghiamo le tasse come gli altri. Ci organizziamo in autonomia ma non condividiamo che il Comune organizzi iniziative in corso Umberto e piazza Salotto, perché Pescara non è solo quella parte di centro. Qui il sabato e la domenica c’è la Ztl, nonostante sia un’arteria di collegamento tra nord e sia, e si potrebbero promuovere degli eventi per allettare le persone. I parcheggi, poi, dovrebbero essere gratuiti, nel fine settimana, come accade nei centri commerciali. Serve allegria, si organizzi qualcosa di simpatico, di diverso. Ci sono tante possibilità per farlo», conclude.
«È surreale», dice Luigi Patriarca dal negozio Zabazoque pensando alle pochissime persone che circolano e altrettanto poche che entrano nei negozi. «Un tempo all’inizio dei saldi dovevamo chiudere le porte per bloccare l’afflusso dei clienti, ora dobbiamo aprirle nella speranza che entrino. È impressionante vedere Pescara e Montesilvano così, nel periodo dei saldi: non solo c’è poca gente in giro, ma c’è poca voglia di fare acquisti, manca l’euforia dei saldi. Per me andrebbero fatti a fine stagione, a febbraio - marzo e dopo Ferragosto, ma ora c’era la voglia di farli partire, perché si è lavorato poco». Sulle possibili strategie è favorevole «alle manifestazioni e agli eventi perché tutte le iniziative portano qualcosa in più nel movimento in centro ma in fondo sono fine a se stesse. Serve, invece, una programmazione a lungo termine e si deve far capire alla gente il valore dei negozi di vicinato, che sono fondamentali per la vita sociale». Per Enzo D’Ottaviantonio (Ed’o), «considerata la pandemia, fino a domenica è andata bene ma da lunedì la città è ferma perché tante persone sono a casa. La cartina di tornasole sarà questo week end: si prevede tempo buono per cui se non si lavorerà ci si dovrà fare qualche domanda. Certo, non sono saldi spensierati, e si deve aspettare che passi questa ondata». «Siamo alla desertificazione», commenta Fabrizio Vianale dalla Confartigianato. «I saldi non hanno avuto la spinta necessaria, vuoi il Natale, vuoi per il Black friday di fine novembre. E poi non è questo il periodo migliore per i saldi», continua Vianale. «Per via del Covid, poi, escono meno persone. Un po’ hanno paura, un po’ hanno meno soldi, e non so dove andremo a finire». «Se i saldi andranno male chiederemo ai Comuni degli sgravi per la fiscalità locale», annuncia dalla Cna Carmine Salce. «Si pensava di recuperare qualcosa con i saldi e invece sono fortemente condizionati dalla situazione sanitaria. Se poi ci ritroveremo in zona arancione le persone saranno ancora più prudenti», ipotizza Salce. «Speriamo di non andare in arancione», ai augura Vincenzina De Sanctis dalla Confcommercio. «Molte persone sono a casa per via del Covid e il freddo non aiuta. Saranno complicati, questi due mesi, e purtroppo si può fare ben poco per incidere sulla situazione. Anche se non c’è un lockdown è come se ci fosse. E aspettiamo il picco».

