Saldi estivi, via tra le polemiche I negozianti: «Sbagliati i tempi»

Dolci (Confesercenti): «La data doveva slittare». Vianale (Confartigianato): «Speriamo nei turisti» Di Lorito (Cna): «Vendite penalizzate dal maltempo, sarà difficile ribaltare l’andamento negativo»
PESCARA. Via ai saldi estivi, ma con molte perplessità da parte di commercianti e artigiani. Da oggi si acquista a prezzi scontati per cui lo shopping potrebbe decollare, ma per le associazioni di categoria non è il caso di esultare.
«Le piogge e le temperature inferiori alle medie stagionali hanno inciso negativamente sulle vendite, fino a pochi giorni fa. E ora, temono i commercianti, i consumatori compreranno di meno sia in volume sia in valore, anche per via degli sconti già introdotti da qualche settimana da alcuni», dice dalla Cna Luciano Di Lorito che parla di una previsione di spesa tra i 150 e i 160 euro a consumatore, in base a una indagine nazionale condotta da Cna Commercio e Turismo. E quindi «anche se i saldi daranno di certo una mano, non riusciranno a ribaltare l’andamento negativo registrato fino ad oggi per l’abbigliamento estivo». Alla luce di considerazioni simili, «va portata avanti la battaglia per posticipare i saldi, avviata già da tempo. E poi quest’anno l’estate è partita la settimana scorsa per cui i saldi non hanno senso, per le attività, che hanno ancora i magazzini pieni di merce invenduta. A parte chi si occupa di abbigliamento per cerimonie, i negozi stanno sotto del 20-30%, per gli incassi», osserva dalla Confartigianato Fabrizio Vianale. E propone: «Bisogna puntare sui turisti che hanno una propensione diversa al consumo, anche per contrastare il minore potere di acquisto delle famiglie». È «molto preoccupata» Marina Dolci, di Confesercenti, perché «i saldi cominciano dopo un lockdown forzato dalla natura, a causa della pioggia, per cui le vendite sono state molto limitate. E anche in questi giorni le condizioni meteo non sono ottimali. Iniziare adesso con gli sconti, che saranno ridotti, vuol dire penalizzare le attività di vicinato e di commercio al dettaglio che non vivono la stessa situazione dei centri commerciali, dell’on line e dei monomarca, in grado di applicare sconti esagerati, avendo una produzione e una tassazione diversa. Insomma i saldi in questo periodo ci penalizzano. Sarà pur vero che i clienti sono invogliati a comprare, ma non so se noi ce la facciamo ad andare avanti. Attraverso la conferenza Stato-Regioni i saldi vanno rinviati, d’estate e d’inverno. Anzi, andrebbero aboliti, per puntare sulle promozioni», conclude sottolineando che «il caro bollette non è mai venuto meno e le famiglie sono in crisi».
È speranzoso Enzo D'Ottaviantonio, della Confcommercio. «Certo, la partenza di giovedì non è come la partenza del sabato, ma mi auguro che i saldi siano soddisfacenti per tutti. La città è piena di stranieri, c'è movimento, sebbene molti siano in spiaggia, più che in giro per fare shopping. C’è comunque attesa per i saldi perché è stata una stagione balorda, con una primavera capricciosa, vestita da autunno: non essendo andati bene gli affari, puntiamo sui saldi, per recuperare e pagare le aziende. Da parte nostra c’è entusiasmo». Anche la Confcommercio ha stimato, con l’ufficio studi nazionale, la somma che ogni famiglia spenderà in media nelle prossime settimane, pari a 213 euro (95 euro pro capite). Ha da ridire anche Dino Lucente, di Casartigiani. «I saldi non si possono fare i primi di luglio, perché è l’inizio della stagione, andrebbero spostati dopo il 15 agosto. Altrimenti le attività ci perdono e perdono anche credibilità, non possono permetterselo».

