Salgono a 8 le vittime in un anno

28 Maggio 2023

Il 7 maggio la tragedia nel Canale Bissolati, a settembre i due sul Corno Grande

PESCARA. Nel giro di neppure un anno sono stati otto i morti sul Gran Sasso. Prima della tragedia di ieri, appena venti giorni fa, esattamente il 7 maggio, a perdere la vita è stato Fabio Racanella, istruttore alpinista di 52 anni di Orvieto. È caduto per una cinquantina di metri lungo la tortuosa e ripida discesa di Canale Bissolati sul Corno Grande. Circostanze queste che hanno spinto proprio il presidente delle Guide alpine d'Abruzzo Davide Di Giosafatte a ribadire la pericolosità delle uscite in montagna in un periodo di forte instabilità meteorologica. Andando indietro, il 25 settembre, si sono registrati altri due morti. Come ieri, due alpinisti. Un 56enne di Roma, Luca Iani e un 42enne di Sansepolcro, vicino Arezzo, Marco Paccosi. Sono precipitati facendo una scalata sempre sul versante teramano del Corno Grande. A dare l'allarme era stata la moglie di Iani, dopo che non aveva più notizie da diverse ore del marito. I corpi sono stati poi individuati in fondo ad un canalone. Le operazioni di recupero si sono rivelate particolarmente difficili a causa delle cattive condizioni meteo. I due avevano raggiunto il Gran Sasso in auto. Contavano di raggiungere il Corno Grande attraverso la via ferrata di Pizzo Intermesoli, in prossimità del quale si è poi consumato il dramma. Tre mesi prima, il 26 giugno, c'è stata un'altra tragedia. A perdere la vita, Gianluca Gasbarri, uno scalatore romano di 30 anni. Voleva arrampicarsi sul Corno Piccolo insieme ad un amico anche lui romano. I due avevano deciso di percorrere separati la cresta nordest, seguendo la via che parte dalla Madonnina e prosegue per la cima, ma uno dei due, Gasbarri, il secondo di cordata, aveva perso la presa ed era volato giù per 50 metri. Il compagno proprio perchè era slegato non è precipitato, rimanendo illeso. Un vero e proprio anno da dimenticare per i decessi in montagna è stato il 2022. Nove in Abruzzo sono state le vittime, di cui sette a causa di incidenti. Si tratta di un numero che raddoppia la media dei decessi in montagna degli ultimi dieci anni e supera di una unità il 2019, quando fu registrato il più alto numero di morti.
Il primo decesso del 2022 è avvenuto il 2 aprile, quello dell'alpino Danilo Lesti, 34 anni, originario del Teramano, esperto di montagna e ufficiale in servizio a Vipiteno. Ha perso la vita a causa di una caduta nel corso di una arrampicata sul Monte Piselli. Il 28 aprile è stata la volta di Marco Trozzi, 60 anni di Pescocostanzo, precipitato per alcuni metri nei pressi di Rava Giumenta Bianca, sulla Maiella. (a.d.f.)
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