Saline, strage di pesci «Forse uccisi da uno scarico abusivo»

Migliaia di cefali finiscono sulle sponde e coprono il fondo L’associazione: «Sono morti per mancanza di ossigeno»
MONTESILVANO. Migliaia di pesci morti probabilmente a causa di un’improvvisa mancanza di ossigeno. E’ questa la macabra e preoccupante scoperta fatta ieri mattina sul fiume montesilvanese dai volontari della Onlus Nuovo Saline, che quotidianamente monitorano il corso d’acqua. Dopo aver immediatamente allertato il Comune di Montesilvano e il sindaco Francesco Maragno, in qualità di prima autorità sanitaria del territorio, il personale dell’associazione, coordinato dal tecnico ambientale Gianluca Milillo, ha avviato una serie di analisi per cercare di scoprire la causa di questa moria improvvisa avvenuta nel tratto compreso tra il ponte della Scafa e la foce del fiume. Stando a quanto riferito dai volontari, infatti, fino alla giornata di martedì scorso non vi era alcuna traccia dei pesci morti in massa. «Ci vorrà un po’ per avere i risultati delle analisi», spiega Milillo, «ma finora l’ipotesi più attendibile è che i pesci siano morti per anossia, cioè a causa di una improvvisa mancanza di ossigeno nell’acqua. Sulle cause di questo fenomeno, anche in questo caso è ancora presto per avere risposte certe, ma potrebbe trattarsi di uno sversamento di sostanze organiche nel fiume che genera appunto questa mancanza di ossigeno. Parliamo quindi ad esempio di uno scarico abusivo o dello svuotamento di un camion utilizzato per lo spurgo delle fogne».
Quanto ai pesci morti e ben visibili sulla superficie del fiume, si tratta di pesci anadromi, cioè di pesci di mare che risalgono le acque del fiume, in prevalenza cefali. «Il problema è che quelli visibili in acqua sono solo una minima parte dal momento che in caso di anossia i pesci morti restano sul fondo e ce ne sono migliaia», prosegue il tecnico di Nuovo Saline. «Al possibile sversamento in acqua, quindi, andrà ad aggiungersi la decomposizione delle carcasse e questo, data la vicinanza con il mare, potrebbe rappresentare un pericolo dal punto di vista sanitario».
Proprio per evitare rischi per la salute umana, l’associazione ricorda che è in vigore un’ordinanza di divieto di pesca e di utilizzo delle acque del fiume per irrigare i campi. «Alla luce di quanto accaduto è ancora più importante rispettare il divieto ed evitare di entrare a contatto con l’acqua del fiume almeno fino a che non saranno chiarite le cause di questa moria improvvisa».
Appena qualche giorno fa l'associazione aveva messo in guardia anche in merito a un altro possibile rischio che incombe sul fiume Saline: la presenza di una discarica con materiale altamente pericoloso, tra cui eternit. L'area, messa in sicurezza negli anni passati attraverso una copertura impermeabile, della ghiaia e una recinzione, ora rischia di franare nelle acque a causa dell'erosione degli argini del fiume, proprio alla foce del Saline e quindi a pochi passi dal mare. Inoltre la ghiaia è quasi completamente sparita e molti tratti del telone sono attualmente in "bella" vista.

