Salta il bando per supplenti, beffati i 1.300 partecipanti al concorso di Pescara

Annullata la selezione per le sostituzioni dei docenti nelle scuole materne e asili. Gli iscritti hanno dovuto versare una tassa di 10 euro, forse non verrà restituita
PESCARA. Oltre 1.300 partecipanti. Tanti erano gli iscritti al concorso del Comune per soli titoli per la formazione di una graduatoria per supplenti di asili nido e materne bandito nel luglio 2013. Ora, a distanza di un anno, si scopre che quella graduatoria tanto attesa è stata improvvisamente cancellata. Nei giorni scorsi è spuntato sul sito del Comune, www.comune.pescara.it, nascosto tra decine di bandi, un avviso che annuncia l’annullamento della determina dirigenziale del 5 luglio 2013 con cui sono stati fissati i termini del concorso per il personale supplente.
Un avviso che, quasi certamente, hanno visto in pochi e oltretutto difficilmente interpretabile per il linguaggio burocratese utilizzato.
Una batosta per i 1.300 partecipanti che speravano di poter essere inseriti nella graduatoria per supplenti e di essere chiamati, di volta in volta, a sostituire i docenti di ruolo assenti nelle scuole materne e nei sette asili comunali. Ma la beffa è doppia, perché quei 1.300 iscritti hanno dovuto persino pagare una tassa di 10,33 euro per poter partecipare al concorso. Inoltre, hanno dovuto attivare anche un indirizzo di posta elettronica certificata (pec), così come richiesto nel bando, ovviamente pagando una certa somma. Tutto questo per scoprire di non essere più nemmeno in graduatoria.
Su tutto questo il Comune tace. Il Centro ha contattato prima gli addetti del servizio Asili nido che hanno riferito di non sapere nulla di questa vicenda. Poi, il settore del Personale che ha attribuito la responsabilità di questa decisione alla dirigente Maria Gabriella Pollio, appena andata via dal Comune.
Di quella dirigente rimane solo una determina di poche righe che spiega, sempre in burocratese, il perché dell’annullamento. Ed ecco cosa c’è scritto. «Dopo l’indizione della selezione», si legge, «è intervenuta la normativa contenuta nell’articolo 4 del decreto legge 101, del 31 agosto 2013, convertito con legge 125, del 31 ottobre 2013, secondo la quale le pubbliche amministrazioni, nel rispetto del presente articolo, sottoscrivono contratti a tempo determinato con i vincitori e gli idonei delle proprie graduatorie vigenti per concorsi pubblici a tempo indeterminato, o utilizzano graduatorie di altre amministrazioni ai sensi dell’articolo 3, comma 61, della legge 350 del 2003 (Finanziaria 2004), ferma restando la salvaguardia della posizione occupata dai vincitori e dagli idonei per le assunzioni a tempo indeterminato».
Insomma, una sfida a capirci qualcosa. Lì si fa riferimento a una legge dell’ottobre del 2013, mentre la determina con cui è stato annullato il concorso porta la data del 13 giugno scorso, cioè otto mesi dopo l’entrata in vigore della norma sulle graduatorie. In compenso, nulla si sa se quei soldi versati, a questo punto ingiustamente dagli iscritti, verranno restituiti dall’ente pubblico.
E la vicenda non poteva passare, di certo, inosservata. Alcuni iscritti hanno telefonato alla redazione del Centro per protestare contro il comportamento del Comune.
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